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Contributo unificato

16 Agosto 2018 |

Sommario

Inquadramento | Premessa | Determinazione del valore della controversia | Determinazione del contributo | Esenzione dal pagamento | Modalità e termini di pagamento | Omesso e insufficiente pagamento | Riferimenti |

Inquadramento

In base a quanto stabilito dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”, art. 9, il contributo unificato di iscrizione a ruolo è dovuto per ogni grado di giudizio per tutte le diverse tipologie di processi: civile, amministrativo e tributario.

Sono, invece, esenti da tale contributo:

  • il processo già esente secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, dall’imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura;
  • il processo, anche esecutivo, di opposizione e cautelare, in materia di assegni per il mantenimento della prole e quello riguardante la stessa;
  • i processi di cui al libro IV, titolo II, capi II, III, IV e V, del codice di procedura civile, inerenti il minore, l’interdetto, l’inabilitato, l’amministratore di sostegno, l’assenza e la dichiarazione di morte presunta, i rapporti patrimoniali tra i coniugi e gli ordini di protezione contro gli abusi familiari.

Gli importi dovuti dipendono dal valore in euro dei processi o delle controversie oggetto del contributo unificato, e vengono determinati in base a scaglioni di valore della causa prestabiliti.

L’obbligo di pagamento del contributo unificato è in capo alla parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l’assegnazione o la vendita dei beni pignorati.

Nel caso di omesso o insufficiente pagamento, l’ufficio incaricato alla riscossione, entro trenta giorni dal deposito dell’atto cui si collega il pagamento o l’integrazione del contributo, notifica alla parte l’invito al pagamento dell’importo dovuto, con espressa avvertenza che si procederà ad iscrizione a ruolo, con addebito degli interessi al saggio legale per mancato pagamento entro un mese.

Premessa

Il contributo unificato è una tassa che bisogna pagare per l'iscrizione a ruolo delle cause civili e amministrative.
Con "iscrizione a ruolo" si intende il momento in cui ha inizio il procedimento, ovvero quando il fascicolo contenente la causa viene depositato nella cancelleria del Tribunale, Giudice di Pace o T. A. R.; qualora manchi la ricevuta di pagamento del contributo unificato, il cancellerie non potrà iscrivere la causa a ruolo e, di conseguenza, non verrà fissata una prima udienza.

 

Il contributo unificato di iscrizione a ruolo è dovuto per ciascun grado di giudizio, nel processo civile, inclusa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione, nel processo amministrativo e nel processo tributario, determinato in base al valore della causa rapportato a dei scaglioni di valori predefiniti.

Tutto ciò viene sancito dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, agli artt. 9 e seguenti.

Anche i processi per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, le parti che sono titolari di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore al doppio dell’importo previsto dall’art. 76, sono soggette, rispettivamente, al contributo unificato di iscrizione a ruolo nella misura di cui all’art. 13, comma 1, lettera a), e comma 3, salvo che per i processi dinanzi alla Corte di cassazione in cui il contributo è dovuto nella misura di cui all’art. 13, comma 1.

Determinazione del valore della controversia

Il valore della controversia è, determinato ai sensi dell’art. 12, comma 2, primo periodo del D.Lgs n. 546/1992. Per tale valore deve intendersi l’ammontare del tributo, al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato; diversamente, in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma delle stesse.

 

Quando la controversia si genera per effetto di un rifiuto, espresso o tacito, alla restituzione di tributi, il valore della lite è determinabile facendo riferimento all’importo del tributo richiesto a rimborso, senza tener conto degli accessori. Se un atto comprende più tributi, il valore della lite si calcola con riferimento al totale delle imposte pretese, ma nel caso di più accertamenti impugnati con un unico ricorso, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate (Circolare del 19 marzo 2012, n. 9/E del 2012), per determinare il valore di lite, è necessario far riferimento al tributo, o ai tributi, richiesti con il singolo atto.

 

Infine, nei casi di atti che riducono le perdite, bisogna far riferimento alla c.d. imposta virtuale, che si calcola applicando le aliquote vigenti nell’anno accertato sulla differenza tra la perdita dichiarata e quella accertata. Più nello specifico, in presenza di un accertamento che riduce solo la perdita, il valore della controversia è quantificato mediante la predetta imposta virtuale; all’opposto, se dall’atto impositivo, oltre al disconoscimento della perdita, emerge anche un maggior reddito imponibile, il valore di lite è dato dalla somma dell’imposta virtuale e della maggiore imposta accertata (cfr. Circolare n. 9/E del 2012).

 

 

 

Determinazione del contributo

Il contributo unificato viene determinato in base al valore della causa oggetto del processo, rapportata a scaglioni di valore prestabiliti.

Per tutte le cause civili è dovuta a titolo di anticipazione forfettaria una marca da € 43,00 (salvo esenzioni).
Le seguenti tabelle riportano gli importi dei contributi, distinti per singolo caso e per grado.

 

 

Processo civile ordinario

Valore

1° grado

Impugnazione

Cassazione

Per i processi di valore fino a € 1.100,00

€ 43,00

€ 64,50

€ 86,00

Per i processi di valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00

€ 98,00

€ 147,00

€ 196,00

Per i processi di valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00

€ 237,00

€ 355,50

€ 474,00

Per i processi di valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00

€ 518,00

€ 777,00

€ 1.036,00

Per i processi di valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00

€ 759,00

€ 1.138,50

€ 1.518,00

Per i processi di valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00

€ 1.214,00

€ 1.821,00

€ 2.428,00

Per i processi di valore superiore a € 520.000,00

€ 1.686,00

€ 2.529,00

€ 3.372,00

Il contributo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione (quindi non solo l'Appello ma anche il Reclamo, come confermato da recente circolare ministeriale) ed è raddoppiato per i processi dinanzi alla Corte di Cassazione.

 

 

In evidenza: ulteriore aumento del contributo

Se nell'atto introduttivo del giudizio il difensore non indica il proprio indirizzo di P.E.C. e il proprio numero di fax (ai sensi degli artt. 125, co. 1 c.p.c. e 16 co. 1-bis, del D.Lgs. n. 546/1992), o se la parte non indica il codice fiscale, Il C.U. è aumentato della metà.

 

In evidenza: altri casi ai quali si applica il contributo unificato ordinario

Seguono le tabelle ordinarie i processi:

  • davanti al Giudice di Pace;
  • in materia di locazione;
  • in materia di comodato;
  • in materia di occupazione senza titolo;
  • in materia di impugnazione di delibere condominiali.

 

 

Valore indeterminabile

Valore

1° grado

Impugnazione

Cassazione

Per i processi civili di valore indeterminabile si prende lo scaglione fra € 26.000,00 ed € 52.000,00

€ 518,00

€ 777,00

€ 1.036,00

Per i processi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del Giudice di Pace

€ 237,00

€ 355,50

€ 474,00

Per i processi di valore indeterminabile innanzi alle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali si prende lo scaglione fra € 5.000,00 ed € 25.000,00 l’importo è pari ad € 120,00

 

Valore non dichiarato

Per i processi civili in cui manca la dichiarazione del valore si prende lo scaglione più alto

€ 1.686,00

Per i processi amministrativi in cui manca la dichiarazione del valore si prende lo scaglione più alto

€ 6.000,00

Per i processi tributari in cui manca la dichiarazione del valore si prende lo scaglione più alto

€ 1.500,00

 

Esistono anche dei casi per i quali il Contributo è dovuto nella misura del 50% di quello previsto per il processo civile ordinario, quali:

  • i procedimenti Speciali previsti nel Libro IV titolo I c.p.c., anche se proposti nella causa di merito;
  • il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo;
  • il giudizio di sfratto per morosità;
  • il giudizio di sfratto per finita locazione;
  • i processi di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento;
  • il nuovo procedimento sommario (702-bis c.p.c.);
  • le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall’art. 9 co. 1-bis del D.P.R. n. 115/2002;

 

Procedimenti di separazione e divorzio

Per i procedimenti di cui all’art. 711 del c.p.c (separazione consensuale)

€ 43,00

Per i procedimenti di cui all’art. 4 co. 16 della Legge 1° dicembre 1970, n. 898 (domanda congiunta dei coniugi di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio)

€ 43,00

Per i processi contenziosi di cui all’art. 4 della Legge n. 898/1970 (in materia di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio)

€ 98,00

Per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo I c.p.c.

€ 98,00

Nei suddetti casi non sono dovute le anticipazioni forfettarie.

 

 

Ricorsi Commissioni tributarie provinciali e regionali

Controversie di valore superiore a € 2.582,28 e fino a € 5.000

€ 60,00

Controversie di valore superiore a € 5.000 e fino a € 25.000 e per le controversie tributarie di valore indeterminabile

€ 120,00

Controversie di valore superiore a € 25.000 e fino a € 75.000

€ 250,00

Controversie di valore superiore a € 75.000 e fino a € 200.000

€ 500,00

Controversie di valore superiore a € 200.000

€ 1.500,00

 

Procedimenti esecutivi

processi di esecuzione per consegna o rilascio

€ 139,00

processi di esecuzione mobiliare di valore inferiore a € 2.500,00

€ 43,00

processi di esecuzione mobiliare di valore superiore a € 2.500,00

€ 139,00

esecuzione forzata di obblighi di fare o non fare

€ 139,00

processi di esecuzione immobiliare

€ 278,00

processi di opposizione agli atti esecutivi

€ 168,00

processi Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare

€ 43,00

 

 

 

Procedure di diritto fallimentare

Insinuazione tempestiva al passivo

ESENTE

Dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura

€ 851,00

Per i processi di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento

Il contributo è ridotto della metà

Istanza di fallimento

€ 98,00

Per l'opposizione allo stato passivo

€ 98,00

 

 

Ricorsi amministrativi

Valore causa

1° grado

Impugnazione

Cassazione

fino a € 200.000,00

€ 2.000,00

€ 3.000,00

€ 4.000,00

superiore a € 200.000,00 e fino a € 1.000.000,00

€ 4.000,00

€ 6.000,00

€ 8.000,00

superiore a € 1.000.000,00

€ 6.000,00

€ 9.000,00

€ 12.000,00

 

  

In evidenza: Contributo unificato tributario in caso di litisconsorzio e ricorsi cumulativi

La CTP di Como sez. 1 con sentenza 26 giugno 2017 n. 213 ha avuto modo di chiarire che nel caso di ricorso contro più atti tributari il contributo unificato tributario da pagare sarà calcolato non sul totale della controversia ma in base al valore di ciascun atto impugnato così come previsto dal Testo Unico delle spese di giustizia (D.P.R. n. 115/2002, art. 14 c. 3-bis).

Di parere contrario, invece sembrano essere i giudici della CTP di Vicenza sezione 3, che contrariamente a quanto anzi detto, nella sentenza del 25 maggio 2017 n. 504 hanno affermato che “Quello che rileva è il valore della controversia e non certo il valore del singolo atto contenente il tributo, e il valore della lite, in caso di ricorso cumulativo, ovvero di ricorso proposto avverso più provvedimenti, è dato dalla somma dei vari tributi (o delle varie uniche sanzioni) contenuti nei provvedimenti impugnati. La disciplina del ricorso cumulativo nel processo tributario, nella carenza di alcuna disposizione specifica, è posta, …, dall’art. 104 c.p.c. (per il quale opera il generico rinvio disposto dall’art. 1 D.Lgs. n. 546/92) e che il predetto art. 104 impone l’osservanza dell’art. 10, secondo comma c.p.c. secondo il quale il valore della causa, in caso di pluralità di domande proposte nello stesso processo contro la medesima parte, è determinato dalla somma di esse”.

 

Tale ultima interpretazione, però, contrasta con quanto riportato sul sito del Consiglio di Giustizia tributaria (www.giustiziatributaria.gov.it), dal quale si evince che “In caso di impugnazione con unico ricorso di una pluralità di atti, il contributo unificato dovrà essere versato in unica soluzione e il relativo importo risulterà dalla sommatoria dei contributi dovuti con riferimento ad ogni atto impugnato sulla base del valore di ognuno di essi, ai sensi del citato art. 14, comma 3-bis, che espressamente prevede che: "3-bis. Nei processi tributari, il valore della lite, determinato, per ciascun atto impugnato anche in appello, ai sensi del comma 2 dell'art. 12 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso, anche nell'ipotesi di prenotazione a debito"

 

In evidenza: Nessun raddoppio del pagamento del contributo in caso di soccombenza avanti alle commissioni tributarie

L’art. 13 c. 1-quater D.P.R. 115/2002 prevede che se un’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è inammissibile, il proponente dovrà versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello già pagato per attivare la procedura. Tale disposizione, come evidenziato dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza del 27 Luglio 2018 n. 20018, si applica esclusivamente al processo civile e non è estesa a quello svolte presso le Commissioni Tributarie sia provinciali che regionali.

Alla luce di quanto sopra, i ricorsi in materia tributaria che potranno essere assoggetti alla suddetta “sanzione” saranno quelli pendenti presso la Cassazione in quanto in tale caso si abbandona il “processo tributario” per transitare nel “processo civile” soggetto alla normativa contenute nel codice di procedura civile.

 

 

Esenzione dal pagamento

L'esenzione dal pagamento del contributo unificato 2016 opera solamente per i procedimenti di seguito elencati:

  • insinuazione tardiva al passivo: in base al valore del credito per cui si procede;
  • insinuazione tempestiva al passivo;
  • procedimenti di cui al titolo II, capo II libro IV c.p.c: dell'interdizione e dell'inabilitazione;
  • procedimenti di cui al titolo II, capo III libro IV c.p.c: disposizioni relative all'assenza e alla dichiarazione di morte presunta;
  • procedimenti di cui al titolo II, capo IV libro IV c.p.c: disposizioni relative ai minori, agli interdetti e agli inabilitati;
  • procedimenti di cui al titolo II, capo V libro IV c.p.c: dei rapporti patrimoniali tra i coniugi;
  • procedimenti di cui all'art. 3 della L. 24 marzo 2001, n. 89. (legge Pinto) ;
  • procedimenti di rettificazione di stato civile;
  • procedimenti in materia tavolare;
  • procedimenti riguardanti la prole;
  • procedimenti, anche esecutivi, di opposizione e cautelari in materia di assegni di mantenimento della prole;
  • ricorsi amministrativi avverso il diniego di accesso alle informazioni ambientali di cui al D.Lgs. 195/2005.

Modalità e termini di pagamento

Il Contributo unificato 2016 che si applica per ciascun grado di giudizio nel processo civile, compresa la procedura concorsuale, e di volontaria giurisdizione, e nel processo amministrativo, con le modifiche introdotte con il D.L. n. 98/2011, e anche al processo tributario, si può pagare presso:

  • gli uffici postali utilizzando l’apposito Bollettino di conto corrente postale contributo unificato. Per i ricorsi tributari è stato invece attivato il nuovo c/c 1010376927 intestato a TES. VITERBO - CONTRIB. PROC. TRIB. art. 37 D.L. n. 98/2011. Il contribuente nel bollettino deve indicare nome e cognome di chi presenta il ricorso mentre nella causale di versamento va indicato il codice fiscale del ricorrente e il codice della Commissione tributaria competente. Il suddetto codice è reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione modulistica;
  • in banca o via internet con il Modello F23 2016 Agenzia delle Entrate;
  • le tabaccherie e gli agenti della riscossione utilizzando il Modello per la comunicazione di versamento contributo unificato disponibile in formato elettronico e su questo mettere un apposito contrassegno, rilasciato dai tabaccai a conferma dell’avvenuto pagamento. Nello specifico nel Modello per la comunicazione del versamento da utilizzare per i contribuenti che desiderano pagare il contributo unificato presso le tabaccherie autorizzate, devono obbligatoriamente indicare: le generalità del ricorrente (cioè del soggetto che introduce la fase del giudizio o della parte che effettua il versamento) e le generalità del resistente o del convenuto.

Il contributo unificato, deve essere pagato prima di depositare l'atto presso il tribunale, per cui va presentata la ricevuta di pagamento.

 

 

 

In evidenza: pagamento online

È anche possibile pagare il contributo unificato online, effettuando il versamento tramite:

  • Poste Italiane con Carte di credito Visa o MasterCard, Carta Postepay o addebito su conto corrente postale (BancoPostaOnline o BancoPostaImpresaOnline);
  • Banche convenzionate con bonifico bancario da intestare alla Tesoreria dello Stato ma solo per gli intestatari di un conto corrente.

Omesso e insufficiente pagamento

Una volta effettuato il pagamento, il funzionario dell’ufficio incaricato presso il magistrato dove è depositato l’atto cui si collega il pagamento, controlla e verifica l’esistenza della dichiarazione di valore e della ricevuta di versamento.

In caso di omesso o insufficiente versamento del contributo, si applicano le disposizioni alla parte VII, titolo VII del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, le quali prevedono il termine di trenta giorni dal deposito dell’atto, entro il quale l’ufficio incaricato notifica alla parte l’invito al pagamento dell’importo dovuto, con espressa avvertenza che si procederà ad iscrizione a ruolo, con addebito degli interessi al saggio legale, nell’eventuale mancato pagamento entro un mese.

L’invito al pagamento deve essere notificato alla parte nel domicilio eletto, indicando il termine e le modalità per il pagamento e depositato presso l’ufficio.

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