Bussola

Consolidato fiscale nazionale

Sommario

Esercizio dell’opzione | Soggetti ammessi e non ammessi alla tassazione di gruppo | Partecipazione rilevante | Condizioni per l’efficacia dell’opzione | Conseguenze dell’esercizio dell’opzione per la tassazione di gruppo | ROL e interessi passivi indeducibili | Obblighi delle consolidate e della consolidante | Interruzione della tassazione di gruppo | Disconoscimento dell’efficacia dell’opzione per il consolidato nazionale | Operazioni straordinarie e consolidato fiscale | Mancato rinnovo dell’opzione | Responsabilità delle società controllate e della controllante | Trattamento Contabile | Riferimenti |

Esercizio dell’opzione

 

L’esercizio dell’opzione per l’adesione al consolidato fiscale vincola le società aderenti, ad avvalersene per almeno un triennio, salvo l’interruzione anticipata per effetto di particolari eventi, tipo il venir meno del requisito del controllo. 

 

 

In evidenza: concetto diopzione”

Poiché il regime è opzionale può accadere che, soggetti che abbiano i requisiti per partecipare alla tassazione di gruppo, decidano di non avvalersene.

 

È importante sottolineare che l’opzione è bilaterale cioè deve essere esercitata congiuntamente da controllata e controllante. Tuttavia, in concreto, essa viene esercitata attraverso un’unica comunicazione da effettuarsi, a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2014 (vedi art. 16 del D.lgs. 175/2014), direttamente nel modello unico presentato nel periodo d'imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l'opzione. Prima l’opzione era esercitata attraverso l’invio di una comunicazione a parte da presentare entro il sedicesimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura del periodo d'imposta precedente al primo esercizio cui si riferiva l'esercizio dell'opzione. 

 

 

Al termine del triennio l’opzione può essere o non essere rinnovata.

 

N.B. È ancora previsto l’utilizzo di un modello di comunicazione a parte dei regimi opzionali, da utilizzarsi quando non è possibile esercitare l’opzione nel modello REDDITI ad esempio perché, considerata la forma societaria in essere nell’anno precedente, deve essere utilizzato un diverso modello. A tal proposito con provvedimento del 17 dicembre 2015 è stato approvato il modello di “COMUNICAZIONI PER I REGIMI DI TONNAGE TAX, CONSOLIDATO, TRASPARENZA E PER L’OPZIONE IRAP”.

 

Soggetti ammessi e non ammessi alla tassazione di gruppo

 

 

 

 

 

 

Soggetti non ammessi alla tassazione di gruppo sia in qualità di controllanti che di controllate

  1. Società che fruiscono di una riduzione dell’imposta IRES;
  2. Soggetti assoggettati a procedure di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa;
  3. Società assoggettata alla procedura di amministrazione straordinaria finalizzata all’integrale liquidazione del complesso produttivo (art. 27, comma 2, lettera a) del D.Lgs. n. 270 del 1999);
  4. Società che optano per la trasparenza fiscale in qualità di partecipate.

 

N.B. La limitazione di cui al punto I) non opera nei casi di esenzione, sia totale che parziale, del reddito da imposizione (es. cooperative). 

 

Con il Decreto internazionalizzazioni - D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 – sono stati aggiunti due commi all’art. 117 del Tuir che, in buona sostanza, estendono la possibilità di esercitare l’opzione per la tassazione consolidata, anche ai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1,  lettera  d),  del  TUIR, residenti  in  Stati  appartenenti  all’Unione   europea   ovvero   aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo con cui l’Italia abbia  stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, ancorché privi di una stabile organizzazione in Italia.

In concreto, il nuovo comma 2-bis dell’articolo in argomento, introduce la possibilità per una società controllante non residente, di “designare” una  sua controllata ai  sensi  dell'articolo  2359, comma 1, numero 1), del codice civile, avente i requisiti  di  cui  all'articolo 120 del Tuir, ad esercitare  l’opzione  per  il  consolidato. Così facendo la controllata designata  in  qualità  di  consolidante,  acquisisce tutti i diritti, obblighi ed oneri previsti dagli articoli da 117 a 127  per le società o enti controllanti, anche se la controllante non  residente  assume,  in via sussidiaria, le responsabilità previste dall’articolo 127 del  TUIR  per le società o enti controllanti.

La designazione della controllata si effettua attraverso la presentazione di un Modello di designazione, approvato con Provvedimento del 6 novembre 2015, da parte della controllante estera che si deve identificare nel territorio dello Stato, mediante  l’attribuzione  di  codice  fiscale.

 

In evidenza:  perdita del controllo della controllata designata 
Ai sensi del comma 2-bis lettera e) dell’art. 117 del Tuir e): “se il requisito del controllo nei confronti della controllata designata cessa per qualsiasi motivo prima del compimento del triennio, il soggetto controllante non residente  può  designare, tra le controllate appartenenti al medesimo consolidato, un'altra controllata residente avente le caratteristiche di cui al presente comma senza che si interrompa la tassazione di gruppo. La nuova controllata designata assume le responsabilità previste dall'articolo 127 per le società o enti controllanti relativamente ai precedenti periodi d'imposta di validità della tassazione di gruppo, in solido con la società designata nei cui confronti cessa il requisito del controllo”.

 

Il nuovo comma 2-ter estende la possibilità ai soggetti non residenti, controllati ai sensi dell'articolo 2359, comma 1, numero 1), del codice civile, di esercitare l'opzione per la tassazione consolidata in qualità di controllate mediante una stabile organizzazione  come  definita dal comma 1-bis dell'articolo 120.

 

La circolare n. 40/E del 26 settembre 2016 dell’Agenzia delle entrate fornisce, nella prima parte, chiarimenti in merito alla concreta applicazione delle novità introdotte dal Decreto internazionalizzazione e, nella seconda parte, riassume alcune interpretazioni da lei stessa fornite, in risposta ad istanze di interpello o di consulenza giuridica. 

 

Le novità, in tema appunto di consolidato fiscale, vengono, nel documento di prassi in argomento, così riassunte:

  1. possibilità di inclusione nel consolidato nazionale, in qualità di consolidate, delle stabili organizzazioni di  soggetti  residenti in Stati appartenenti all’UE o  in Stati aderenti  all’Accordo  sullo Spazio economico europeo con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni;
  2. l’eliminazione dell’obbligo di inclusione nel patrimonio della stabile organizzazione consolidante delle partecipazioni nelle società da consolidare;
  3. la possibilità per l’entità controllante non residente di consolidare le basi imponibili di società “sorelle” e loro stabili  organizzazioni, previa designazione di una società controllata residente o di una stabile organizzazione di società controllata residente in Paesi UE/SEE a svolgere il ruolo di consolidante. 

 

Le regole si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del medesimo decreto (avvenuta il 7 ottobre 2015).

 

Partecipazione rilevante

 

Condizione necessaria affinché si possa optare per il regime del consolidato fiscale è il possesso di una “partecipazione rilevante”. Per partecipazione rilevante ai fini dell’esercizio dell’opzione per la tassazione di gruppo si deve far riferimento agli articoli 117 e 120 del Tuir.

 

Art. 117 TUIR comma 1

Esiste un rapporto di controllo di diritto, così come previsto all’art. 2359 comma 1) n. 1) del codice civile che recita: “Sono considerate società controllate: le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria; ….”.

 

In evidenza: “controllo di diritto”

Ai fini della verifica del requisito del controllo rilevano sia le partecipazioni di “primo livello” (detenute direttamente dal soggetto che consolida) sia quelle di “secondo livello” (detenute indirettamente dal soggetto consolidante per il tramite di società partecipate di “primo livello” che risultino dallo stesso controllate). Si parla infatti di controllo di diritto, ovvero di maggioranza di diritti di voto esercitabili in assemblea generale.

 

Art. 120 TUIR

Deve essere superata la soglia del 50% di partecipazione in relazione a:

  1. Capitale sociale: la partecipazione deve essere superiore al 50% considerando anche l’effetto demoltiplicativo prodotto dalla catena societaria di controllo e senza considerare le azioni prive del diritto di voto esercitabile in assemblea ordinaria
  2. Utile di bilancio: la controllante partecipa, direttamente o indirettamente, all’utile di bilancio in percentuale superiore al 50% tenuto conto dell’effetto demoltiplicativo prodotto dalla catena societaria di controllo e senza considerare la quota di utile delle azioni prive del diritto di voto esercitabile in assemblea ordinaria.

N.B. I requisiti di cui sopra devono sussistere sin dall’inizio del periodo d’imposta per il quale si esercita l’opzione. 

ESEMPIO: dalla tabella sottostante risulta che A controlla B e controlla anche C in una percentuale pari a 90% * 80% = 70%. A può consolidare anche C poiché la percentuale di controllo in C è superiore al 50% ed è detenuta per il tramite di una società partecipata di primo livello controllata.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Decreto internazionalizzazioni - D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 – ha aggiunto un comma all’art. 120 del Tuir che, estende il requisito del controllo anche alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato, così come definite dall’articolo 162 del Tuir, dei soggetti non residenti ma, residenti in Stati appartenenti all'Unione Europea ovvero in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo con il quale l'Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, che rivestono una forma giuridica analoga a quelle delle società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata.

Condizioni per l’efficacia dell’opzione

 

Ai sensi dell’art. 119 TUIR, affinché l’opzione sia valida è necessario che siano rispettate le seguenti condizioni:

 

A.  identità di chiusura del periodo d’imposta di tutte le società facenti parte del perimetro di consolidamento;

B.  esercizio congiunto dell’opzione da parte di ciascuna società controllata e della controllante;

C.  elezione di domicilio di ciascuna controllata presso la controllante per la notifica degli atti e provvedimenti relativi ai periodi d’imposta per i quali l’opzione è esercitata;

D. comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’avvenuto esercizio dell’opzione, da effettuarsi a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2014 (vedi art. 16 del D.lgs. 75/2014), direttamente nel modello unico presentato nel periodo d'imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l'opzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In evidenza

Le condizioni di cui ai punti da A a D, al fine di poter esercitare l’opzione per il consolidato fiscale, devono esistere congiuntamente pena l’inefficacia dell’opzione o l’interruzione della tassazione di gruppo.

 

 

In evidenza: remissione in bonis

L’art. 2, comma 1, del D.L. 2 marzo 2012, convertito  con  modificazioni in Legge il 26 aprile 2012, n. 44, introduce l’opportunità di accedere ai regimi fiscali opzionali, tra cui il consolidato fiscale, nonostante la mancata o ritardata preventiva comunicazione, purché sussistano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme e a condizione  che non siano iniziati gli accessi, le ispezioni, le  verifiche  o  qualunque  altra attività amministrativa di accertamento  del  quale  il  contribuente  abbia avuto formale conoscenza.

Tale possibilità è concessa a coloro i quali regolarizzano il mancato o irregolare invio della preventiva comunicazione (da effettuarsi nel modello Redditi), versando contestualmente alla  comunicazione  “tardiva”  la sanzione in misura pari a 250 euro, ossia l’importo minimo  previsto  dall’art.  11, comma 1, del D.Lgs. n. 471/1997 senza possibilità di effettuare la compensazione con crediti eventualmente disponibili.

 

Al termine del triennio l’opzione, a meno che non sia revocata, si rinnoverà tacitamente per un ulteriore triennio.

Conseguenze dell’esercizio dell’opzione per la tassazione di gruppo

 

La tassazione di gruppo determina i seguenti effetti:

 

1) Determinazione del reddito complessivo globale

La base imponibile della “fiscal unit” è determinata come somma algebrica degli imponibili, positivi o negativi, di tutte le società facenti parte del perimetro di consolidamento, da considerare indipendentemente dalla quota di partecipazione riferibile alla società controllante. Ovviamente gli imponibili di ciascuna società consolidata e della stessa consolidante, saranno calcolati partendo dall’utile o dalla perdita di conto economico, variato in aumento e in diminuzione delle somme relative a poste, non deducibili o non soggette a tassazione, in applicazione delle regole per la determinazione della base imponibile IRES. A tal fine ciascuna società facente parte del perimetro di consolidamento ha l’onere di predisporre il modello Unico/SC e comunicare alla consolidante il riepilogo dei dati utili al consolidamento sintetizzati nel quadro GN di Unico/SC.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In evidenza: rettifiche di consolidamento

Con la finanziaria 2008 (Legge 244/2007) è stata eliminata la possibilità di effettuare le rettifiche di consolidamento che avevano ad oggetto la quota imponibile dei dividendi distribuiti dalle società controllate, il pro-rata patrimoniale, e la differenza tra il valore di libro e quello fiscale riconosciuto dei beni assoggettati al regime di neutralità di cui all'articolo 123 TUIR anch’esso abrogato dalla L. 244/2007.

L’art. 4, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 ha abrogato il comma 8 dell’art. 96 del TUIR in base al quale, tra i soggetti virtualmente partecipanti al consolidato nazionale potevano essere incluse anche le società estere per le quali ricorrevano i requisiti e le condizioni previsti dagli articoli 117 e seguenti del TUIR, al fine di compensare l’eventuale eccedenza di interessi passivi generatasi in capo a un soggetto con il ROL (risultato operativo lordo) capiente e non integralmente sfruttato da un altro soggetto facente parte del consolidato.

 

2)  Rispetto di determinate regole di utilizzo delle perdite pregresse

Per quanto riguarda le perdite già esistenti, quindi maturate prima della data di inizio della tassazione di gruppo, esse possono essere utilizzate, esclusivamente, per compensare imponibili positivi conseguiti dal soggetto che le ha maturate, ma non per compensare il reddito complessivo globale della fiscal unit.
Le perdite conseguite negli esercizi di validità dell’opzione possono, invece,essere portate a nuovo dal soggetto consolidante e compensate con il reddito complessivo globale della fiscal unit conseguito in periodi successivi, secondo le regole di cui all’art. 84 TUIR.

 

In evidenza: perdite illimitatamente riportabili

Se la perdita generata dal consolidato, è composta in parte, da perdite illimitatamente riportabili, ovvero generate da società che si trovano nei primi tre periodi d’imposta dalla data di costituzione, tale caratteristica sarà mantenuta anche nel consolidato.

 

L’utilizzo delle perdite nei limiti dell’80% dell’imponibile o illimitatamente non prevede l’obbligo di scegliere prioritariamente le une o le altre, ma è consentito decidere liberamente l’ordine di utilizzo.
La variazione del perimetro di consolidamento, successivamente all’esercizio dell’opzione (es. subentro di nuove società nel consolidato) non influenza l’utilizzabilità delle perdite.
Per ciò che riguarda infine le perdite residue in caso di interruzione anticipata del consolidato o di mancato rinnovo dell’opzione, è previsto che queste perdite rimangano nella disponibilità della società o ente controllante a meno che non siano assegnate alle società che le hanno generate e che escono dal consolidato. È infatti consentito alle parti, stabilire a priori un regola, diversa da quella generale, di assegnazione delle perdite residue in caso di interruzione o mancato rinnovo dell’opzione. Tale differente modalità di attribuzione delle perdite deve essere preventivamente comunicata all’Agenzia delle entrate mediante l'opzione esercitata nel modello Redditi.

 

3)   Rispetto di determinati obblighi di versamento a saldo e in acconto

Nel regime di consolidato, gli obblighi di versamento del saldo e dell’acconto IRES della fiscal unit competono esclusivamente alla consolidante che, di base, li calcola con il “metodo storico” ma è consentito anche applicare il metodo previsionale.

Per ciò che concerne l’acconto dovuto nell’anno in cui ha inizio il consolidato, esso viene calcolato sulla base dell’imposta corrispondente alla somma algebrica dei redditi relativi al periodo precedente delle società facenti parte dell’area di consolidamento. In concreto la consolidante, se adotta il “metodo storico”, calcola l’acconto sul reddito che avrebbe dovuto considerare nell’ipotesi in cui il consolidato fosse già funzionante.

 

4)  Trattamento fiscale delle somme versate e ricevute tra le società aderenti alla tassazione di gruppo in contropartita dei vantaggi fiscali ricevuti o attribuiti

Così come previsto dall’art. 118 comma 4 TUIR, le somme percepite o versate tra le società aderenti al consolidato, in contropartita dei vantaggi fiscali ricevuti o attribuiti, non concorrono alla formazione del reddito imponibile, in quanto escluse. 

 

ESEMPIO:

La società A consolida B e C

A realizza una base imponibile positiva pari ad Euro 150

B realizza una base imponibile negativa pari ad Euro 70

C realizza una base imponibile positiva pari a Euro 50

Il totale del reddito imponibile della fiscal unit sarà: 150 - 70 + 50 = 130

Alla consolidata B verrà riconosciuto un importo pari a 70* 24% = 16,80 che rappresenta per B un provento da consolidamento. Tale importo non concorre alla formazione della base imponibile.

ROL e interessi passivi indeducibili

 

Con riguardo alle eccedenze di interessi passivi indeducibili da parte di società facenti parte dell’area di consolidamento, è importante sottolineare che, ai sensi dell’art. 96 comma 7, è possibile conferire tali somme al consolidato nel limite delle eccedenze di ROL disponibili presso altre società facenti parte del perimetro di consolidamento. Specularmente le società aderenti alla tassazione di gruppo che dispongono di eccedenze di Rol possono conferirle al consolidato nei limiti delle eccedenze di interessi passivi indeducibili di altre società aderenti.

Obblighi delle consolidate e della consolidante

 

Obblighi delle consolidate

 

Le società consolidate hanno l’obbligo di compilare e trasmettere la propria dichiarazione dei redditi determinando il proprio reddito imponibile, secondo gli ordinari criteri di determinazione dell’Ires, ma non dovranno procedere alla liquidazione dell’imposta cui provvederà la consolidante per l’intera fiscal unit.

Con riferimento ad eventuali crediti d’imposta o eccedenze che le consolidate intendano trasferire alla consolidante, esse potranno cedere i crediti utilizzabili in compensazione ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nel limite previsto dall'art. 25 di tale decreto per l'importo non utilizzato, nonché le eccedenze di imposta ricevute ai sensi dell'art. 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

 

Obblighi della consolidante

 

La consolidante ha l’obbligo di redigere la propria dichiarazione dei redditi e la dichiarazione del consolidato, di liquidare l’imposta della fiscal unit e di versare il saldo e l’acconto.

Interruzione della tassazione di gruppo

 

Se per qualche ragione vengono meno i requisiti fondamentali, affinché si possa partecipare alla tassazione di gruppo, il consolidato si interrompe prima del compimento del triennio.

Le ragioni possono essere le seguenti:

  1. viene a mancare il requisito del controllo prima del compimento del triennio;
  2. fusione della società o ente controllante con società o enti non inclusi nel consolidato, anche se trattasi di causa di interruzione non perentoria che può essere rimossa dalla stessa Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di un’istanza di interpello;
  3. fallimento e liquidazione coatta amministrativa;
  4. amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d’insolvenza;
  5. liquidazione giudiziale;
  6. trasformazione regressiva (di un soggetto Ires in uno non Ires);
  7. trasferimento all’estero della residenza se questa non rispetta le condizioni di cui all’art. 117 comma 2 T.U.I.R.;
  8. fusione tra consolidata e società non inclusa nel perimetro di consolidamento.

 A seguito dell’interruzione le operazioni da svolgere, così come previsto dall’art. 124 comma 2, sono le seguenti:

 

Entro 30 giorni la società o l'ente controllante deve integrare quanto versato a titolo d'acconto se il versamento complessivamente effettuato è inferiore a quello dovuto relativamente alle società
per le quali continua la validità dell'opzione

Entro 30 giorni ciascuna società controllata deve integrare quanto versato a titolo d'acconto
con riferimento riferita ai propri redditi

Entro 30 giorni, la società o l'ente controllante può attribuire, in tutto o in parte, i versamenti già effettuati, per quanto eccedente il proprio obbligo, alle controllate nei cui confronti è venuto meno il requisito del controllo

Le perdite fiscali risultanti dalla dichiarazione del consolidato, i crediti chiesti a rimborso e le eccedenze riportate a nuovo, ad eccezione delle somme attribuite alle controllate nei cui confronti è venuto meno il requisito del controllo, permangono nell'esclusiva disponibilità della società o ente controllante

Entro 30 giorni dall’interruzione la consolidante deve comunicare all’Agenzia delle entrate la perdita di efficacia dell’opzione, utilizzando la stessa modalità prevista per l’esercizio dell’opzione

 

In evidenza:

In caso di interruzione anticipata del consolidato andrà compilato nel modello CNM (dichiarazione del consolidato) il quadro NI che, in caso di interruzione totale della tassazione di gruppo andrà inserito nel modello Unico/SC della consolidante.

 

Disconoscimento dell’efficacia dell’opzione per il consolidato nazionale

 

La circolare 3/E dell’Agenzia delle Entrate del 21 febbraio 2014 fornisce alcuni chiarimenti in merito al caso in cui l’ufficio, nell’ambito dell’attività  di controllo, disconosca ab origine l’efficacia dell’opzione per il consolidato fiscale nazionale ad un determinato gruppo di società, o, individui una causa che determina l’interruzione dalla tassazione di gruppo per la totalità dei soggetti facenti parte del perimetro di consolidamento.
Al verificarsi della fattispecie di cui sopra l’ufficio stesso deve rideterminare l’imposta a carico di ciascun soggetto,  secondo le ordinarie regole previste per le società  che non aderiscono al regime del consolidato fiscale.
A seguito della rideterminazione dell’imposta a carico di ciascun soggetto facente parte del perimetro di consolidamento, bisogna tener conto del fatto che tale imposta potrebbe essere già stata in parte versata dalla consolidante sulla base del reddito dichiarato dalla fiscal unit.

 

Nella circolare in argomento si descrivono le modalità attraverso le quali ottenere in capo a ciascuna società ex consolidata, il riconoscimento dei versamenti già effettuati. In particolare l’amministrazione finanziaria individua nel procedimento di accertamento con adesione, la sede più opportuna (nonché l’unica sede) per operare, su richiesta delle società facenti parte dell’area di consolidamento, il riconoscimento dei versamenti già effettuati da parte della consolidante per l’intero gruppo. Infatti, in tale ambito vi è la possibilità, da parte della stessa consolidante di comunicare all’ufficio le modalità di attribuzione dei versamenti a carico di ciascuna consolidata e, da parte delle consolidate di accettarne i criteri di attribuzione senza necessità che l’amministrazione finanziaria, individui sue modalità di riparto che potrebbero essere considerate discutibili.

 

I crediti oggetto di riconoscimento in capo alle consolidate sono i versamenti eseguiti in F24 dalla consolidante anche attraverso il meccanismo della compensazione orizzontale di crediti d’imposta che, ovviamente, avrebbero potuto essere ceduti, nell’ambito del gruppo, anche al di fuori del regime di consolidato fiscale.

 

Nell’ultima parte della circolare in argomento, infine, si forniscono alcuni chiarimenti in merito alle modalità di attribuzione alle società non più in consolidato fiscale,  di elementi quali il ROL, le perdite fiscali, i crediti e le eccedenze di imposta che per effetto del disconoscimento dell’opzione o dell’interruzione del consolidato non sono stati utilizzati dalla fiscal unit.

Operazioni straordinarie e consolidato fiscale

 

Si riporta di seguito uno schema che sintetizza le conseguenze, ai fini della tassazione di gruppo, delle operazioni straordinarie.

 

OPERAZIONE

EFFETTI SUL CONSOLIDATO FISCALE

Fusione tra società consolidate

Non si interrompe la tassazione di gruppo

Fusione tra consolidante e una o più consolidate

Si estingue la tassazione di gruppo solo tra le società che si fondono, ma prosegue nei confronti delle altre

Fusione per incorporazione della consolidante in una consolidata

Non si interrompe la tassazione di gruppo, ma continua nei confronti delle altre consolidate

Fusione per incorporazione di società non inclusa nel consolidato

Non si interrompe la tassazione di gruppo

Fusione propria (o per incorporazione) della consolidante con (o in) società non inclusa nel consolidato

La società che risulta dalla fusione non è automaticamente ammessa alla tassazione di gruppo, ma si rende necessaria la presentazione dell’istanza d’interpello.

Scissione totale o parziale di consolidata

 

Non si interrompe la tassazione di gruppo, purché permangano i requisiti di cui all’art. 117 comma 1 T.U.I.R.

Scissione di società non inclusa nel consolidato con beneficiaria inclusa

Non si interrompe la tassazione di gruppo.

Scissione parziale della consolidante

Non si interrompe la tassazione di gruppo, purché permangano i requisiti di cui all’art. 117 T.U.I.R.

Scissione totale della consolidante

La prosecuzione della tassazione di gruppo non è automatica, ma si rende necessaria la presentazione dell’istanza d’interpello.

Liquidazione volontaria

 

Non si interrompe la tassazione di gruppo.

Conferimento

Non si interrompe la tassazione di gruppo, purché permangano i requisiti di cui all’art. 117 comma 1 T.U.I.R.

Mancato rinnovo dell’opzione

 

Nel caso di mancato rinnovo dell’opzione per il consolidato fiscale alla fine del triennio, le conseguenze sono molto simili a quelle che di cui al caso di interruzione anticipata:

  1. rideterminazione degli acconti con riferimento a ciascuna società singolarmente considerata;
  2. le perdite fiscali, ad eccezione di quelle attribuite alle controllate che le hanno prodotte, i crediti chiesti a rimborso e le eccedenze riportate a nuovo, in linea generale, permangono nell'esclusiva disponibilità della società o ente controllante;
  3. la consolidante deve comunicare all’Agenzia delle entrate il mancato rinnovo dell’opzione nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d'imposta a decorrere dal quale si intende esercitare la revoca, dando evidenza dell’importo delle perdite residue eventualmente attribuito a ciascun partecipante al consolidato.

Responsabilità delle società controllate e della controllante

 

Società controllate

 

Ciascuna società controllata è solidalmente responsabile con la controllante per la maggiore imposta accertata e per gli interessi relativi, riferita al reddito complessivo globale risultante dalla sua dichiarazione dei redditi, in conseguenza della rettifica operata sul proprio reddito imponibile, e per le somme che risultano dovute, con riferimento alla sua dichiarazione

È inoltre solidalmente responsabile per la sanzione correlata alla maggiore imposta accertata riferita al reddito complessivo globale risultante dalla dichiarazione del consolidato nazionale in conseguenza della rettifica operata sul proprio reddito imponibile.
È infine responsabile per le sanzioni diverse da quelle di cui al precedente capoverso.

 

La società controllante è responsabile per:

  1. la maggiore imposta accertata riferita al reddito complessivo globale risultante dalla dichiarazione del consolidato;
  2. somme che risultano dovute, con riferimento alla dichiarazione del consolidato fiscale, riferite alle dichiarazioni dei redditi propria di ciascun soggetto che partecipa al consolidato;
  3. l'adempimento degli obblighi connessi alla determinazione del reddito complessivo globale;
  4. solidalmente alle consolidate per una somma pari alle sanzioni irrogate in conseguenza della rettifica operata sul loro reddito imponibile.

Trattamento Contabile

 

A livello contabile si evidenziano negli esempi che seguono le scritture in partita doppia.

 

ESEMPIO N. 1

A - consolidante

B - consolidata

A: utile al 31.12 pari ad Euro 300,00

B: utile al 31.12 pari ad Euro 500,00

 

Scritture della consolidante al 31.12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CE

SP

Imposte sul reddito correnti

a

Debiti tributari

 

72,00

 

 

Rilevate imposte di competenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SP

SP

Crediti verso consolidata

a

Debiti tributari

 

120,00

 

 

 

Rilevato credito verso la consolidata

 

 

 

 

                       

 

Scritture della consolidata al 31.12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CE

SP

Imposte sul reddito

a

Debiti verso consolidante

 

120,00

 

 

Rilevato imposte di competenza

 

 

 

 

ESEMPIO N. 2

A - consolidante

B - consolidata

A: utile al 31.12 pari ad Euro 300,00

B: perdita al 31.12 pari ad Euro 200,00

 

Scritture della consolidante al 31.12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CE

SP

Imposte sul reddito correnti

a

Debiti tributari

 

72,00

 

 

Rilevate imposte di competenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SP

SP

Debiti tributari

a

Debiti verso consolidata

 

48,00

 

 

 

Rilevato debito verso la consolidata

 

 

 

 

                       

 

Scritture della consolidata al 31.12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SP

CE

Crediti verso consolidante

a

Proventi da consolidamento

 

48,00

 

 

Rilevato imposte di competenza

 

 

 

 

N.B. il compenso ricevuto dalla consolidante in contropartita del vantaggio attribuitole dalla perdita fiscale trasferita, non concorre alla formazione del reddito imponibile e va classificato come una posta in riduzione delle imposte dell’esercizio.

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