Bussola

Cedolare secca

Sommario

Inquadramento | Ambito di applicazione | Opzione | Contratti non soggetti a registrazione in termine fisso | Periodo transitorio 2011 | La revoca | Calcolo dell’imposta e base imponibile | Versamento e acconto | La cedolare secca in dichiarazione dei redditi | Casi particolari | Riferimenti |

 

L’art. 3, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (“Federalismo municipale”), ha istituito una nuova forma di tassazione sui redditi provenienti dai contratti di locazione, denominata “cedolare secca sugli affitti”, la quale permette al proprietario dell’abitazione locata di scegliere, in alternativa alla tassazione progressiva IRPEF di cui agli artt. 36 e seguenti del d.P.R. n. 917/1986, l’applicazione di un tributo ad aliquota fissa. Il decreto qualifica la cedolare secca come imposta opzionale: essa, in altri termini, non è obbligatoria, ma rappresenta un regime alternativo a quello ordinario, con la conseguenza che il contribuente che ne vuole fruire, ha l’onere di esprimere la propria volontà in maniera conoscibile all’Amministrazione finanziaria. Il contribuente avrà l’onere di comunicare all’inquilino, prima dell’inizio del rapporto e mediante lettera raccomandata, la sua volontà di aderire al regime di imposizione sostitutiva, nonché la correlata rinuncia al diritto di aggiornamento annuale del canone.  L’imposta sostitutiva permette alle parti di non corrispondere né l’imposta di registro sui canoni di locazione di fabbricati abitativi (pari al 2% del canone medesimo, secondo quanto previsto dall’art. 5, Tariffa, parte Prima, d.P.R. n. 131/1986, nel caso di locazione fra i so...

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