Bussola

Black list

13 Dicembre 2016 |

Sommario

Inquadramento | L'elenco dei Paesi | Quadro normativo | Attività commerciale effettiva (prima esimente) | Effettivo interesse economico (seconda esimente) | Le verifiche dell’Amministrazione finanziaria | I componenti negativi | Nuove disposizioni sui dividendi e sulle plusvalenze | L’indicazione dei costi in Dichiarazione dei Redditi | Quadro sinottico | Nuove disposizioni legate alla Legge di stabilità 2016 | Comunicazione black list | Riferimenti |

 

L’art. 110, co. 10, T.U.I.R., contiene una presunzione legale che permette di ritenere non deducibili dai ricavi, i costi d’impresa derivanti dal compimento di operazioni effettuate con fornitori localizzati in Stati o territori diversi da quelli individuati nella lista di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi dell’art. 168-bis del medesimo Testo Unico. Fino al periodo d’imposta in corso alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del suddetto decreto, continua ad applicarsi la normativa vigente al 31 dicembre 2007, secondo cui la disciplina CFC riguarda le società domiciliate e residenti in Stati a regime fiscale privilegiato individuati con il D.M. 23 gennaio 2002. I regimi fiscali privilegiati vengono definiti in ragione del livello di tassazione sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia, ovvero della mancanza di un adeguato scambio di informazioni, ovvero di altri criteri equivalenti. L’art. 1, co. 680, della Legge di Stabilità 2015,
modifica l’art. 167 co.4 del TUIR in materia di CFC e dà una definizione di “livello di tassazione sensibilmente inferiore...” chiarendo che, in ogni caso, vengono considerati privilegiati i regimi fiscali speciali che consentono un livello di tassazione inferiore al 50% di quello applicato in Italia, ancorché p...

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