Bussola

Autofattura

Sommario

Inquadramento | Acquisti di beni o servizi da soggetti residenti extra UE | Mancato ricevimento della fattura o ricevimento di regolare fattura | Autoconsumo e cessioni gratuite | Altre ipotesi di autofattura | Fac simile di Autofattura | Trattamento Contabile | Riferimenti |

Inquadramento

Gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate in Italia da soggetti non residenti, privi di stabile organizzazione in Italia, devono essere adempiuti mediante l’emissione di “autofattura” (o integrazione) di cessionari italiani che utilizzano i beni e i servizi nell’ambito di una attività di impresa, arte o professione, dagli enti, associazioni e altre organizzazioni di cui all’art. 4, comma 4, D.P.R. n. 633/1972 anche al di fuori dell’esercizio di attività commerciali od agricole e degli enti, associazioni e altre organizzazioni non soggetti passivi, ma identificati ai fini IVA. In particolare, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, effettuate da un soggetto passivo stabilito in altro stato Ue, gli obblighi sono adempiuti dal cessionario o committente residente, tramite integrazione della fattura del soggetto comunitario, ai sensi degli articoli 46 e 47, D.L. n. 331/1993, obbligo introdotto dal 1° gennaio 2013, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge n. 228/2012.

In precedenza, l’obbligo di integrazione sussisteva solo per le prestazioni di servizi rientranti nell’art. 7-ter rese da soggetti intracomunitari.

Vi sono in particolare alcuni casi in cui, in sostituzione dei soggetti effettivamente obbligati, la fattura deve essere emessa dall’acquirente o dal committente, se operanti nell’esercizio dell’impresa, arte professione. In altri casi ancora, la fattura è emessa in un solo esemplare a cura del cedente o prestatore (autoconsumo e cessioni gratuite). In tali ipotesi l’emissione del documento “autofattura” è disciplinata da regole particolari che variano a seconda del tipo di operazione effettuata. 

Acquisti di beni o servizi da soggetti residenti extra UE

Per tali operazioni, sempre che, in base al principio della territorialità, siano rilevanti ai fini IVA, cioè imponibili, non imponibili o esenti, la fattura deve essere emessa dagli acquirenti o committenti italiani, se soggetti passivi IVA, in quanto i cedenti o prestatori residenti all’estero non sono tenuti al rispetto degli adempimenti formali previsti dalla legga IVA. Le operazioni suddette devono essere quindi generalmente documentate da un’”autofattura” emessa in un unico esemplare, entro la data di effettuazione dell’operazione, con successiva annotazione sia sul registro delle fatture emesse che sul registro degli acquisti (vai alla voce Operazioni con l’estero).

Mancato ricevimento della fattura o ricevimento di regolare fattura

In caso di mancato ricevimento della fattura da parte del fornitore, o di ricevimento di una fattura per importo inferiore al reale, l’acquirente è obbligato a regolarizzare in proprio l’operazione mediante l’emissione di un documento “autofattura” ed il versamento della eventuale imposta o maggior imposta dovuta.

Modalità e termini di emissione dell’autofattura e di versamento dell’imposta sono diversi a seconda che si tratti della regolarizzazione di un acquisto interno o di un acquisto intracomunitario.

Regolarizzazione di un acquisto interno - In questo caso, l’acquirente del bene o servizio è obbligato ad emettere un’autofattura sia per regolarizzare l’operazione dal punto di vista documentale, sia per versare la relativa imposta.
Se l’acquirente non ha ricevuto la fattura entro 4 mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, deve presentare all’ufficio delle Entrate competente nei suoi confronti, entro il 30° giorno successivo, l’autofattura in duplice esemplare, contenente le indicazioni obbligatorie. L’acquirente deve contemporaneamente versare, tramite F24 con in codice tributo 9399, la relativa imposta (se trattasi di operazione imponibile) e allegare copia del versamento. L’autofattura, che l’Ufficio restituisce con l’annotazione dell’avvenuto pagamento, deve poi essere annotata sul registro degli acquisti e consente la detrazione dell’imposta secondo le regole generali.

Il cedente dei beni che emette la fattura in ritardo, ma prima che siano intervenuti accertamenti o verifiche, ha diritto di rivalersi dell’IVA sul cessionario. Pertanto, quest’ultimo, ancorché nel frattempo abbia emesso e registrato l’autofattura, versato e detratto la relativa imposta, ha l’obbligo di registrare la fattura emessa in ritardo dal cedente. Inoltre, quest’ultimo dovrà versare l’IVA addebitata e potrà esercitare il diritto alla detrazione.

Regolarizzazione di un acquisto intra UE di beni o di servizi - L’acquirente che non riceve la fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, deve entro il giorno 15 del mese successivo, emettere l’autofattura in unico esemplare evidenziando anche il numero di identificazione IVA del fornitore. Nel caso in cui riceva una fattura irregolare, cioè con importo inferiore al reale, deve emettere una fattura integrativa entro il giorno 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria.

In questo caso l’acquirente deve presentare all’Ufficio delle Entrate competente, entro il 30° giorno successivo a quello in cui ha registrato la fattura stessa, l’autofattura in duplice esemplare e deve contemporaneamente versare tramite F24 con codice tributo 9399, la maggior imposta eventualmente dovuta.

 

 

Autoconsumo e cessioni gratuite

L’esigenza dell’autofattura a volte deriva dal fatto che l’operazione considerata imponibile non determina in realtà il trasferimento della proprietà di beni a titolo oneroso, rendendo inutile l’emissione della fattura ordinaria.

Autoconsumo
L’autofattura deve essere emessa entro i termini, in un unico esemplare, con l’indicazione del valore normale dei beni, all’aliquota applicabile e della relativa imposta.

 

In evidenza: autoconsumo

L’autoconsumo è assimilato alla cessione di beni e, come questa, può essere imponibile o esente. Con tale termine si intende la destinazione definitiva dei beni ai seguenti scopi:
- uso o consumo personale o familiare dei soggetti passivi (imprenditore, artista o professionista);
- altre finalità estranee all’esercizio dell’attività economica gestita dai suddetti soggetti.
L’imponibilità dell’autoconsumo dei beni non è vincolata ad alcun limite quantitativo circa il valore de bene  stesso, al contrario di ciò che avviene per l’autoconsumo di servizi.  

Cessioni gratuite
Il cedente, anziché emettere secondo le regole generali una normale fattura, può optare per l’emissione, in unico esemplare, di un’autofattura singola per ogni cessione, ovvero mensile e globale perle cessioni effettuate nel mese, con l’indicazione del valore normale dei beni, dell’aliquota applicabile e della relativa imposta, oltre all’annotazione che trattasi di “autofattura per omaggi”.

In evidenza: cessioni gratuite

Le cessioni gratuite riguardano esclusivamente le imprese (per i professionisti le operazioni citate possono eventualmente rientrare nel concetto di autoconsumo).

Occorre distinguere tra beni che rientrano nell’attività propri dell’impresa e beni che non vi rientrano.

Beni dell’impresa
La legge assimila alle cessioni di beni, considerandole imponibili, le cessioni gratuite dei beni la cui produzione o il cui commercio rientrano nell’attività propria dell’impresa, Non ha alcuna rilevanza il valore del bene ceduto gratuitamente.

Per beni oggetto dell’attività propria dell’impresa si devono intendere quelli il cui impiego qualifica e realizza l’attività che normalmente ed abitualmente viene esercitata dall’impresa. Pertanto per attività propria deve intendersi ogni attività compresa nell’ordinario campo d’azione dell’impresa, con la sola esclusione di quelle attività che risultano svolte non in via principale, ma in via puramente strumentale, accessoria, occasionale.

Beni estranei all’impresa
Le cessioni di omaggi a clienti e fornitori sono escluse da IVA, indipendentemente dal valore del bene utilizzato.

Gli omaggi a dipendenti  sono esclusi da IVA solo se il costo unitario del bene non è superiore ad euro 50,00; in caso contrario l’operazione è soggetta ad IVA e l’Iva sugli acquisti è detraibile.

Altre ipotesi di autofattura

L’autofattura va emessa dall’acquirente entro i termini ordinari (momento dell’acquisto) anche nelle seguenti  ipotesi marginali:
- acquisti di beni o servizi nei confronti dei produttori agricoli esonerati dall’obbligo di fatturazione;
- acquisti di tartufi effettuati nell’esercizio di impresa, da raccoglitori dilettanti od occasionali non muniti di partita Iva. 

                      

ESEMPIO

La società Valpad S.p.A. acquista prestazioni di servizi da un professionista “stabilito”in Svizzera

Fac simile di Autofattura

Valpad S.p.A.

Via Leopardi, 6

20100 Milano

 

CF …………………………….

P.IVA ………………………..

 

 

Valpad S.p.A.

Via Leopardi, 6

20100 Milano

 

CF …………………………….

P.IVA ………………………..

Fattura n° 15/2015

 

Milano, 20.05.2015

 

Autofattura per prestazioni di consulenza rese

dal Dott. Morf  (Svizzera – CH 355262002)

 

Imponibile prestazioni:

Iva al 22%

8.000,00

1.760,00

Totale fattura

 

 

9.760,00

Autofattura emessa in unico esemplare, ai sensi dell’art. 17, c. 2, D.P.R. n 633/1972, per operazioni effettuate da soggetto non residente, senza stabile organizzazione in Italia – applicazione art. 7-ter, D.P.R. n. 633/1972 - AUTOFATTURAZIONE

Trattamento Contabile

Trattamento Contabile

 

A livello contabile la scrittura in partita doppia sarà:

 

 

 

20.05.2015

 

 

 

 

 

 

DIVERSI

      

A

 

DIVERSI

 

  9.760,00

 

9.760,00

CE B) 7

 

SP C)II

SP D)VII

 

SP D)XII

Servizi da terzi

IVA a credito

a

  

 

Debiti v/fornitori

IVA a debito

  8.000,00

  1.760,00

 

 

 

 

8.000,00 1.760,00

 

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