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Valido l'accertamento induttivo per i ricavi in nero inferiori all’1% del fatturato

24 Ottobre 2019 |

Cass. Civ., sez. trib.

Accertamento induttivo

 

Anche se inferiori all’1% del fatturato, l’Agenzia delle Entrate può comunque contestare i ricavi in nero (Cass. 22 ottobre 2019 n. 26923).

 

I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso di una società, ritenendo rilevante la somma complessivamente sottratta all’Erario, nel caso di specie 20mila euro.

 

Infatti, in tema di accertamento induttivo dei redditi di impresa, il convincimento del giudice in ordine alla sussistenza di maggiori ricavi non dichiarati da un’impresa commerciale può fondarsi anche su una sola presunzione semplice, purché grave e precisa. In altri termini, secondo i giudici di legittimità anche un solo elemento di fatto, purché adeguatamente qualificato e coerente con massime di esperienza del tutto note e ragionevoli, può fondare la prova presuntiva, salva sempre e comunque la prova contraria da parte di chi abbia interesse a fornirla. Non occorre nemmeno che tra il fatto noto e quello ignoto sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale, essendo sufficiente che il fatto da provare sia desumibile dal fatto noto come conseguenza, ragionevolmente possibile, secondo un criterio di normalità, cioè che il rapporto di dipendenza logica tra il fatto noto e quello ignoto sia accertato alla stregua di canoni di probabilità, con riferimento ad una connessione possibile e verosimile di accadimenti, la cui sequela e ricorrenza possano verificarsi secondo regole di esperienza.

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