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Rischi della mancata risposta al contraddittorio: al Fisco l'onere di informare il contribuente

 

Il contribuente deve sempre essere informato dei rischi ai quali va incontro se non si presenta al contraddittorio con il Fisco; così i Giudici della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione con l’ordinanza del 4 maggio 2018 n. 10670. Nel caso in esame, il Fisco aveva rettificato il reddito da lavoro autonomo di un contribuente a seguito di un’indagine svolta sui suoi conti correnti bancari.

 

Si legge nell’ordinanza recentemente depositata dalla Cassazione: «in tema di accertamento fiscale, la mancata esibizione, in sede amministrativa, dei libri, della documentazione e delle scritture all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate giustifica l’esercizio dei poteri di indagine ed accertamento bancario proprio dell’Amministrazione finanziaria, mentre la sanzione dell’inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa […] opera solo in presenza di un invito specifico e puntuale all’esibizione da parte dell’Amministrazione purché accompagnato dall’avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza, che si giustifica […] per la violazione dell’obbligo di leale collaborazione con il Fisco».

 

Nel caso di specie, l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate aveva invitato il contribuente a presentarsi per giustificare tutti gli addebitamenti e accreditamenti effettuati sui conti tramite lettera raccomandata; tuttavia, non risultava che l’Ufficio avesse anche avvertito il contribuente circa le conseguenze della mancata ottemperanza all’invito.

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