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È reato anche se le fatture false hanno fini extratributari

Anche quando le fatture false sono emesse con finalità extratributarie può scattare il reato e l’imprenditore può essere condannato per il reato di cui all’art. 8, del D.Lgs. 74/2000. Lo spiega la III Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza depositata il 29 ottobre 2018 n. 49190. Con essa, i giudici della Suprema Corte hanno respinto il ricorso di due imprenditori.

 

Inutile la tesi della difesa dei due manager, che aveva in ogni modo cercato di far cadere l’accusa del reato previsto dal D.Lgs. n. 74/2000 per l’emissione di fatture false: secondo piazza Cavour, la Corte d’Appello, infatti, aveva diffusamente illustrato i rapporti tra i due complici, osservando che la vicenda per cui le fatture sarebbero state emesse per fini extratributari (ossia per creare una provvista in favore di uno dei due soci) è irrilevante, «dal momento che, anche ammettendo una parziale finalità extratributaria nell’operato dell’imputato, il dolo specifico può ben concorrere con essa, laddove si ottenga un indebito vantaggio fiscaleNé la difesa contesta adeguatamente l’affermazione – dirimente sul piano logico – secondo cui […] emerge che [l’altro imprenditore] aveva percepito un compenso per emettere fatture false in favore [del socio]». Al termine di una dettagliata motivazione, la Terza Sezione Penale ha quindi rigettato i ricorsi degli imprenditori, condannandoli al pagamento delle spese processuali.

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