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Ravvedimento operoso, carattere formale e incolpevole della violazione

22 Dicembre 2016 |

Cass. civ., sez. trib., 21 dicembre 2016, n. 26545

Ravvedimento operoso

Con sentenza n. 26545/2016 i Supremi Giudici della Corte hanno statuito in tema di ravvedimento operoso, affermando che la disciplina ex art. 13 D.Lgs. n. 472/1997 implica il riconoscimento della violazione e della ricorrenza dei presupposti di applicabilità della sanzione, sicché non può essere invocato per ottenere il rimborso di quanto corrisposto ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs. n. 472/1997 o ai sensi dell'art. 10 L. n. 212/2000, tali disposizioni applicandosi esclusivamente nel caso di sanzioni imposte dall'Amministrazione.

 

Nella specie la società contribuente (controllata) aveva stipulato con la società controllante un contratto di agenzia sulla base del quale aveva erogato alla controllante provvigioni per vendite alla stessa, le Entrate si duolono del fatto che la Commissione regionale non abbia riconosciuto gli estremi fattuali e giuridici del transfer pricing.

 

Dal punto di vista della CTR in realtà le vendite dalla controllata alla controllante sono avvenute per un prezzo medio analogo a quello praticato ai terzi, il ché ha escluso che vi sia la configurabilità del transfer pricing. Inoltre tali vendite hanno pur sempre incrementato il fatturato della venditrice-preponente.

 

Questa motivazione, secondo i Supremi Giudici, si presenta nè errata in diritto nè illogica in fatto, l'Amministrazione, ai sensi dell'art. 110, comma 7, d.P.R. n. 917/1986, è onerata di provare lo scostamento almeno apparente tra il corrispettivo pattuito e il valore normale.

 

Vi è stata poi una sanzione corrisposta dall'Ufficio finanziario per "illegittima detrazione IVA" conseguente alla registrazione nominale in euro di una fattura di acquisto, la contribuente lamenta in particolare il fatto che il giudice di appello non abbia riconosciuto l'illegittimità dell'irrogazione di sanzioni, il quale non aveva nemmeno recato danno all'erario in virtù del ravvedimento operoso ex art. 13 D.lgs. n. 472/1997.

 

In conclusione la società contribuente invocava gli effetti del ravvedimento operoso in base al carattere formale e incolpevole della violazione; questa però, a parer dei Supremi Giudici, non riveste natura meramente formale in quanto ha inciso sulla determinazione dell'imponibile, né la contribuente allega gli elementi di incertezza normativa che le avrebbero impedito un'agevole e tempestiva conversione della divisa di fatturazione.

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