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Quando la capacità di spesa non è sostenuta dal totale dei redditi familiari: è evasione

21 Settembre 2016 | Evasione fiscale

La vicenda finita sotto la lente dei giudici della Corte di Cassazione (sentenza del 9 settembre 2016 n. 17830), recentemente, è sintomo di una volontà di negare l’evidenza: il contribuente non aveva presentato alcuna dichiarazione per gli anni precedenti al 1993, anno in relazione al quale venne poi notificato un avviso di accertamento.

 

Ebbene, in merito a spese ingenti, quali quelle per un motociclo, due autovetture ed un’imbarcazione da diporto, il contribuente aveva semplicemente affermato che si trattava di costi che erano stati sostenuti dal genitore. Gli acquisti erano stati effettuati in anni diversi, indici – quindi – di una capacità contributiva protratta nel tempo. Per il ricorrente, tuttavia, la CTR aveva “equivocato, o male interpretato o non applicato” il giudicato contenuto nella sentenza di primo grado, secondo cui occorreva considerare il reddito dell’intero nucleo familiare.

 

È sufficiente rilevare – scrivono dalla Corte – che il giudice a quo ha preso in considerazione la questione del reddito del nucleo familiare, osservando che il totale dei redditi imputabili ai componenti della famiglia non giustifica la capacità di spesa del contribuente”. Insomma, nessuna scusa: basta la matematica per capire che le cose non quadrano. La Cassazione ha rigettato il ricorso condannando, quindi, il contribuente al pagamento delle spese.

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