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Non tassabile come area fabbricabile la cessione di fabbricato da demolire con successiva ricostruzione a cura dell’acquirente

13 Settembre 2019 |

Cass. Civ., 6 settembre 2019

Plusvalenze

Il provento che si origina da un atto di permuta con cessione di un fabbricato con riferimento al quale, in data precedente la cessione, era stato rilasciato permesso di costruire previa demolizione del fabbricato esistente non deve essere tassato come plusvalenza da cessione di area edificabile.

Ciò che rileva, infatti, ai fini della configurabilità della plusvalenza tassabile è la natura oAggettiva dell’immobile al momento della cessione, non invece le caratteristiche riferibili ai contraenti che realizzano l’operazione (nel caso specifico l’acquirente era un’impresa di costruzioni), né l’attività esercitata successivamente, che è solo eventuale ed è comunque rimessa alla potestà di un soggetto diverso dal venditore.

La disposizione del TUIR che assoggetta a tassazione, come reddito diverso, la cessione di un terreno suscettibile di utilizzazione edificatoria non è applicabile al caso in cui sul terreno insorga già un fabbricato. Il terreno deve, in tale circostanza, intendersi già edificato: ciò vale anche nel caso in cui il venditore abbia presentato domanda di concessione edilizia per la demolizione e ricostruzione dell’immobile e, successivamente alla compravendita, l’acquirente abbia richiesto la voltura nominativa dell’istanza.

 

In sintesi, la cessione di un edificio, anche qualora le parti abbiano pattuito la relativa demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria, non può essere riqualificata, dall’Amministrazione finanziaria, come cessione del terreno edificabile sottostante, neppure se l’edificio non assorbe integralmente la capacità edificatoria residua del lotto su cui insiste, essendo infatti inibito all’Ufficio, in sede di riqualificazione, superare il diverso regime fiscale previsto tassativamente dal legislatore per la cessione di edifici e per quella dei terreni.

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