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No al redditometro in caso di versamento sul conto corrente della moglie del professionista

10 Ottobre 2018 |

Cass. civ.

Redditometro

 

L’accertamento del Fisco basato sul redditometro è nullo quando a finire nel mirino dell’Agenzia delle Entrate è il versamento sospetto sul conto corrente della moglie di un professionista, che si è rivelato essere semplicemente un regalo. Lo conferma la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 9 ottobre 2018, n. 24903. Con essa, i giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso del Fisco.

 

La VI Sezione Civile ha valutato il caso di un accertamento notificato perché la Guardia di Finanza aveva intercettato un versamento ritenuto ingiustificato sul conto bancario della moglie di un avvocato. Il denaro, però, era nient’altro che il ricavato della vendita di un quadro di pregio, che la donna aveva ricevuto dalla madre.

 

Tanto la CTP che la CTR avevano accolto le ragioni della parte contribuente. Ora anche la Cassazione conferma la bontà del giudizio di merito, osservando come «la CTR ha argomentato puntualmente sull’inconsistenza della pretesa estensione della presunzione legale alle movimentazioni sui conti del coniuge del contribuente, avendo il medesimo efficacemente documentato trattarsi di un flusso finanziario riferibile ad un affare di stretta pertinenza del coniuge stesso (vendita di un dipinto appartenente alla di lei madre, che in tal modo la beneficava di una donazione indiretta), ed ha comunque negato in diritto la fondatezza della “doppia presunzione” che l’Ente impositore ne vuol fare derivare ossia non solo quella della riferibilità dell’operazione all’attività professionale del contribuente, ma anche quella della lucratività per lo stesso dell’operazione medesima».

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