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Iscrizione a ruolo: nessuna decadenza biennale per le sanzioni previdenziali e multe

13 Novembre 2018 |

Cass. civ.

Sanzioni

La Corte di Cassazione, con la sentenza dell’8 novembre 2018 n.  28529 ha spiegato che alla riscossione di sanzioni amministrative per la violazione del codice della strada o di norme previdenziali non può essere applicata la decadenza biennale per l’iscrizione a ruolo esattoriale dei tributi. Per dirlo con le parole della Corte, nel principio di diritto espresso in chiusa alla sentenza, «L’esecuzione forzata intrapresa sulla base di una ordinanza-ingiunzione per la riscossione di sanzioni amministrative, benché si svolga secondo le norme previste per l’esazione delle imposte dirette […] non è soggetta alla decadenza stabilita dall’art. 25 del d.P.R. n. 602/1973, per l’iscrizione a ruolo dei crediti tributari, ma soltanto alla prescrizione quinquennale dettata dall’art. 28 della Legge n. 689/1981».

 

Nel caso in esame, una società aveva impugnato la sanzione inflittale dal Ministero del Lavoro per non aver comunicato agli uffici territoriali i nomi dei dipendenti cessati dal rapporto. Il ricorso del Ministero è stato però accolto dalla Cassazione, che ha spiegato come la Corte d'Appello avesse errato nel dichiarare che l’Amministrazione era decaduta dalla riscossione in quanto erano scaduti i termini per la notifica della cartella: la decadenza stabilita dal d.P.R. n. 602/1973, per l’iscrizione a ruolo dei crediti tributari, non è applicabile alla riscossione delle somme dovute a titolo di sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada o alle sanzioni amministrative per la violazione di norme previdenziali.

 

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