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Indebita compensazione: il pagamento del debito fiscale non deve precedere il patteggiamento

 

Nell’ambito del giudizio del reato di indebita compensazione, il patteggiamento non deve essere necessariamente preceduto dal pagamento del debito fiscale (Cass. Civ., 10 gennaio 2020 n. 553).

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato da una Procura avverso la sentenza del Tribunale che accoglieva il patteggiamento del contribuente anche – secondo l’accusa – in assenza dei presupposti richiesti dall’art. 13-bis D.Lgs. 74/2000: l’estinzione del debito tributario, del pagamento delle sanzioni amministrative e degli interessi.

Secondo la Terza Sezione Penale, l’estinzione dei debiti tributari mediante integrale pagamento, da effettuarsi prima dell’apertura del dibattimento, non costituisce presupposto di legittimità del patteggiamento ai sensi dell’art. 13-bis D.Lgs. 74/2000, in quanto l’art. 13 c. 1 D.Lgs. n. 74/2000 configura detto comportamento come causa di non punibilità.

Il patteggiamento non potrebbe certamente riguardare reati non punibili.

Tale orientamento è condiviso dal Collegio in relazione al delitto di omesso versamento dell’IVA (di cui all’art. 10-ter D.Lgs. n. 74/2000) ed in relazione al delitto di indebita compensazione (di cui all’art. 10-quater D.Lgs. 74/2000), contestato all’imputato nel caso in esame.

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