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Imposte, sono di competenza esclusivamente del titolare del conto

Quando si apre un conto corrente all’estero, è frequente conferire una delega ad operare a qualche familiare: la delega di firma adottata in questo caso è rivolta ad operare sul conto corrente se il titolare ne è impossibilitato, per ovvi motivi di distanza.

Ora, la Circolare 10/E/2015, trattando dell’argomento prevede una presunzione della ripartizione delle somme presenti sul conto corrente tra tutti i soggetti che ne avevano la disponibilità – e quindi anche i delegati – salvo la possibilità di dimostrare una diversa ripartizione, anche se non si specifica quali siano le modalità per tale dimostrazione. Può essere che, nel caso in esame, il titolare del conto possa presentare la disclosure allegando un’autocertificazione che dichiari che le somme sono di sua spettanza, e che la delega era stata conferita solo a fini operativi? E il delegato non presenterà pertanto alcuna disclosure?

A ciò ha risposto la Direzione Regionale Lombardia. L’Agenzia ha specificato che la violazione collegata alla Voluntary è, nel caso, quella della mancata presentazione del modello RW da parte del soggetto che ne ha avuto la possibilità, “salva la possibilità di dimostrare, per tabulas, la presenza di una mera delega ad operare per conto dell’intestatario in esecuzione di un mandato”.

Ma la presenza di una delega di firma – aggiunge la Direzione Regionale – comportava l’osservanza di obblighi di monitoraggio. Pertanto, per regolarizzare tali violazioni in seno alla Voluntary, “le questioni attinenti alle maggiori imposte sono esclusivamente di competenza del titolare del conto o dei cointestatari” e “le questioni attinenti al monitoraggio fiscale possono beneficiare della divisione pro-quota del carico sanzionatorio complessivo”.

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