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Il professionista deve risarcire il cliente per la mancata erogazione del contributo

 

La Corte di Cassazione con la sentenza del 25 settembre 2018 n. 22545, ha affermato che è condannabile il commercialista che fa perdere il contributo al cliente anche se è stato quest'ultimo a consegnare i documenti allo studio l’ultimo giorno disponibile per poter procedere alla richiesta.

La Terza Sezione Civile della Suprema Corte ha osservato che la consegna tempestiva dei documenti non costituiva un “obbligo contrattuale” nei confronti dei due colleghi ricorrenti. «Il fatto della mancata tempestiva consegna dei documenti da parte della donna – ha osservato la Cassazione – è, a tacer d’altro, privo di decisività, ovvero non idoneo a determinare un esito diverso della controversia».

 

La cliente aveva sottoscritto la richiesta di erogazione proprio l’ultimo giorno utile, nel quale aveva consegnato ai due professionisti tutto il materiale necessario. Secondo la Suprema Corte romana, la consegna di tutta la documentazione necessaria per completare l’istanza, anche se avvenuta in extremis, era comunque vincolante per lo studio, che avrebbe potuto comunque consegnare i documenti ottenuti, nella stessa data.

I due ricorrenti commercialisti, oltre al rigetto della proposta di impugnazione del giudizio di merito, hanno dovuto anche versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

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