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Giustizia tributaria: inaugurato l’Anno giudiziario 2019

Nella giornata del 25 febbraio scorso si è svolta, presso l'Aula Magna Suprema Corte di Cassazione, la cerimonia annuale di inaugurazione solenne dell’anno giudiziario Tributario 2019.

 

Ad aprire gli interventi, la relazione del Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria – Antonio Leone – il quale ha esordito con queste parole «uno degli elementi principali su cui si fonda lo Stato di diritto è la funzione tributaria».

Leone ha ricordato come «il diritto tributario» sia «il primo volto dello Stato con cui il cittadino si confronta essendo chiamato al pagamento delle tasse e delle imposte. Da una spesa pubblica efficiente e giusta dipende la tenuta democratica del Paese», ha aggiunto.

Diverse le proposte di riforma che interessano la giurisdizione speciale in questione. Le Commissioni tributarie hanno una composizione mista. I giudici tributari che provengono dalle magistrature professionali sono ormai la maggioranza, 1.578 su 2.818.

L'evento ha visto inoltre la partecipazione del Primo Presidente della Suprema Corte Giovanni Mammone, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, e del Presidente del CNF, Andrea Mascherin.  

Il Ministro dell’Economia e delle finanze, Giovanni Tria, nel corso della cerimonia ha messo in evidenza come la digitalizzazione del processo tributario stia riscuotendo successo.

"Ad oggi è in formato digitale e risulta presentato con modalità telematiche presso le Commissioni circa il 53% degli atti e documenti. Alla base di un corretto rapporto tributario vi deve essere la correlazione giusta fra capacità contributiva e accertamento della maggiore pretesa fiscale". L’Amministrazione, prosegue il Ministro Tria, si è avvalsa di strumenti informatici sempre più evoluti, al fine di garantire procedure amministrative trasparenti ed efficienti. Verso l’obbligatorietà del processo tributario telematico (dal 1° luglio 2019) si è indirizzato lo sforzo della pubblica amministrazione.

Il Presidente Mammone ha sottolineato la diminuzione dell’iscrizione del numero dei ricorsi per cassazione avverso le decisioni dei giudici tributari dovuta «al positivo processo di riqualificazione della giustizia tributaria intrapreso negli ultimi anni: il miglioramento della qualità professionale dei magistrati tributari e del contenuto delle loro decisioni, nonché l’introduzione degli istituti della mediazione obbligatoria e la valorizzazione della conciliazione giudiziale, hanno consentito di ridurre notevolmente le controversie nei primi due gradi di giudizio». Si sta consolidando dunque un «trend positivo che si registra ormai da diversi anni negli uffici di merito è destinato ad avere effetti positivi anche sul contenzioso pendente presso la Suprema Corte, destinato a diminuire anche grazie alla recente riorganizzazione della Sezione Tributaria, alle riforme legislative adottate in materia e allo sforzo dei magistrati della Sezione».

Il Presidente del CNF ha voluto rivolgere la sua attenzione  alla «mancanza di fiducia nei confronti del cittadino. Tutti gli strumenti di controllo sono indirizzati alla verifica di contribuenti dei quali non ci si fida. È chiaro che poi il processo, in quanto sede di composizione dei conflitti, finisce per essere inevitabilmente centrale». Ha poi concluso: «Se il cittadino avesse una giustizia tributaria equa, molto probabilmente non si arriverebbe alla quantità di contenzioso oggi esistente. Sarà inutile parlare di riforma del sistema tributario se non si rivede il contratto Stato-cittadino, ed è un compito che sta alla comunità giuridica nel suo insieme».

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