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Equitalia risarcisce il contribuente se la causa viene avviata priva di presupposti

25 Settembre 2017 |

Cass. civ., 22 settembre 2017, n. 22159

Equitalia

 

Che succede se Equitalia avvia una causa in carenza dei dovuti presupposti? Succede che il contribuente deve essere rimborsato. Lo dice la Corte di Cassazione con un’interessante ordinanza – quella depositata il 22 settembre 2017, n. 22159 – con la quale i giudici della Corte hanno respinto il ricorso della società di riscossione.

 

Nelle motivazioni dei Giudici, si legge che Equitalia, ora Agenzia delle Entrate-Riscossione, dovrà versare al contribuente 7mila ed 800 euro di risarcimento. La CTR, infatti, aveva ben valutato la produzione documentale, osservando che in merito le sei cartelle oggetto del ricorso non solo erano tardive ma erano anche inadeguate perché attestanti la “tentata notifica” al domicilio di residenza “anziché al diverso domicilio fiscale già noto”.

 

Il giudice tributario può infatti conoscere la domanda risarcitoria proposta dal contribuente ai sensi dell’art. 96 del c.p.c., protendo anzi “liquidare in favore del cittadino il danno derivante dall’esercizio, da parte dell’Amministrazione finanziaria, di una pretesa impositiva temeraria, in quanto connotata da mala fede o colpa grave”. La responsabilità processuale, secondo la Suprema Corte, deve essere intesa comprensiva anche della fase amministrativa, che ha dato luogo all’instaurazione di un processo ingiusto.

 

Così, i giudici hanno respinto il ricorso dell’Ente della Riscossione.

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