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Deduzioni e detrazioni: pronto il vademecum dell'Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare-Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2018, fornendo, come accade ogni anno, indicazioni sulle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, a crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità (Circ. AE 31 maggio 2019 n. 13/E).

 

Di seguito si illustrano le principali novità rispetto alla versione del documento di prassi dello scorso anno (Circ. AE 27 aprile 2018 n. 7/E).

 

Premi relativi ad eventi calamitosi

Rientrano nella detrazione anche le spese di rinnovo del contratto preesistente, effettuato a partire dal 1° gennaio 2018, in quanto assimilabili alla stipula di un nuovo contratto e le polizze multirischio, limitatamente alle componenti di premio relative alle garanzie a copertura degli eventi calamitosi.

 

Spese per soggetti con disturbo specifico dell’apprendimento

Ai fini della detrazione il beneficiario deve essere in possesso di un certificato rilasciato dal Servizio sanitario nazionale, da specialisti o strutture accreditate, che attesti la diagnosi di Dsa. Il collegamento funzionale deve essere attestato da un’ulteriore prescrizione autorizzativa rilasciata da un medico.

 

Acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico

Si applica il principio di cassa, pertanto, la detrazione va calcolata sulla spesa sostenuta nel 2018 per l’acquisto dell’abbonamento, indipendentemente dal periodo di validità dello stesso (ad esempio, abbonamento acquistato nel mese di dicembre 2018 con validità dal 1° gennaio 2019 – 30 giugno 2019).

 

Bonus verde

La detrazione spetta anche per i familiari conviventi purché siano nella disponibilità dell'immobile. La detrazione non compete, quindi, per le spese riferite ad immobili a disposizione di altri familiari (ad esempio, il marito non potrà fruire della detrazione per le spese di ristrutturazione di un immobile di proprietà della moglie dato in comodato alla figlia) o di terzi. Non è invece richiesto che l’immobile oggetto dell’intervento sia adibito ad abitazione principale del proprietario o del familiare convivente.

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