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Decreto Dignità: sempre più vicino il voto definitivo

 

Stretta sui contratti a termine a partire da novembre. Confermato per altri due anni il bonus assunzioni under 35. Via libera ai voucher. Compensazione anche per il 2018 delle cartelle esattoriali di imprese e professionisti che hanno crediti verso la P.A.. Saltato il tetto di 36 mesi per i lavoratori precari della scuola. Nessun aggravio sul rinnovo dei contratti di colf e badanti.

Sono queste, in sintesi, le principali novità del Decreto Dignità che arrivano dalle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera, che hanno concluso il loro esame lo scorso venerdì. Il provvedimento arriva oggi in aula a Montecitorio e il voto definitivo è atteso per giovedì 2 agosto.

 

Relativamente alla decontribuzione, il nuovo testo conferma sino al 2020 lo sgravio triennale per le assunzioni a tempo indeterminato a tutele crescenti di under 35 previsto dalla Legge di Bilancio 2018, così impedendo l’abbassamento della soglia a 30 anni previsto a partire dal 2019.

Sul fronte dei contratti a termine, si apre il regime transitorio fino al 31 ottobre: le novità previste dal Decreto Dignità non troveranno applicazione a decorrere dal 14 luglio, data di entrata in vigore del D.L., ma solo da novembre.

In merito ai voucher, invece, è prevista la loro reintroduzione, limitatamente ad alcuni settori: agricoltura, aziende alberghiere e strutture ricettive che operano nel turismo - fino a 8 dipendenti - ed enti locali. I nuovi buoni lavoro potranno essere utilizzati per un periodo fino a 10 giorni anziché 3, come previsto attualmente.

 

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