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Dal C.P.G.T. le linee guida relative alla fissazione e trattazione delle udienze

11 Novembre 2020 |

Delibera C.P.G.T., 10 novembre 2020, n 1230

Contraddittorio

 

Nel documento pubblicato nella tarda mattinata di oggi, il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria ha chiarito alcuni termini in relazione all'art. 27 del D.L. n. 137/2020.

 

Nello specifico, il comunicato chiarisce che l'art. 27 non vieta di continuare a celebrare le udienze “in presenza”, ove, chiaramente, le condizioni sanitarie locali lo consentano e valutati anche i rischi cui vengono esposti tutti i protagonisti del processo (giudici, ausiliari, difensori e personale di segreteria) per effetto di tale modalità di partecipazione.

In questo caso sarà necessario impartire delle disposizioni dirette a tutelare la salute e a contenere il rischio di contagio delle persone, in particolare si dovrà mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro (art. 1, comma 2 d.p.c.m. 24 ottobre 2020) e rispettare il divieto di assembramento (art. 1, comma 8, primo periodo, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 luglio 2020, n. 74).

 

Tra le varie altre misure, si sottolinea che, per le udienze camerali partecipate e a trattazione scritta, in presenza di un difetto di coordinamento tra il primo e il secondo comma dell’art. 27, nonostante quest’ultimo si riferisca soltanto alle cause fissate per la trattazione in udienza pubblica, il passaggio alla trattazione scritta deve intendersi anche per quelle camerali partecipate. La ratio emergenziale della norma, infatti, impone di estendere la conversione a trattazione scritta per la discussione di incidenti cautelari (ex artt. 47, 52, 62-bis e 65 c. 3-bis, D. Lgs. n. 546/1992) e per la discussione di richieste di ottemperanza ex art. 70, c. 7, D. Lgs. n. 546/1992, salvo quanto detto in ordine alla richiesta di discussione orale.

 

In conclusione, il Presidente del C.P.G.T. - Antonio Leone - considerando la la complessità della situazione e le inevitabili conseguenze sulla ragionevole durata del processo, sul principio della oralità e sul diritto alla salute, invita i Presidenti delle Commissioni alla stipula di protocolli condivisi con gli Uffici Finanziari e gli Ordini Professionali

 

 

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