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CPGT e CSM: punti di vista differenti sulla riforma della Giustizia tributaria

09 Marzo 2017 | Organi della giurisdizione tributaria

Il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, con comunicato stampa del 7 marzo 2017, rende noto il proprio punto di vista relativo al piano del Consiglio Superiore della Magistratura inerente alla proposta di una soluzione per ridurre il peso delle cause tributarie pendenti.

Nel documento viene rilevato l'auspicio, da parte del CSM, di una riforma della Giustizia tributaria con la soppressione delle commissioni provinciali e regionali, oltre che la "creazione di una task force – composta anche da magistrati in pensione – per lo smaltimento dell’arretrato in Cassazione".

 

 

 

A parer dei giudici tributari, questa proposta non può avere risvolti concreti, per diversi motivi:

  • perché diretta da un lato a "sopprimere una giurisdizione efficiente e virtuosa, che opera in tempi ragionevoli e con qualità apprezzabile, in grado di smaltire più delle sopravvenienze, garantendo un indice di ricambio molto positivo (+12%)";
  • e dall’altro a "riversare il nuovo contenzioso sulla giurisdizione ordinaria, perennemente in affanno e contraddistinta da milioni di fascicoli pendenti e da ritardi di anni nella trattazione dei processi civili e penali".

 

Inoltre nel documento viene sottolineato che i costi della giurisdizione tributaria (in riferimento anche ai compensi dei giudici), sono molti ridotti e, di gran lunga inferiori rispetto a quelli che si sosterrebbero a seguito delle ipotizzate modifiche; dunque a parer del Consiglio si ritiene sia più influente "incoraggiare e migliorare il lavoro dei magistrati tributari, tenendo conto dei dati della realtà e dare finalmente alla magistratura tributaria e all’organo di autogoverno un assetto stabile e un adeguato riconoscimento al lavoro che svolge", piuttosto che aumentare il grado di incertezza in cui opera.

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