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Controlled Foreign Companies sotto la lente dell'Agenzia

07 Settembre 2016 |

Agenzia delle Entrate, Circolare 4 agosto 2016 n. 35/E

Società controllate e collegate

Controlled Foreign Companies, arrivano i chiarimenti delle Entrate dopo le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016. Come noto, infatti, a seguito delle riforme introdotte dalla Legge di Stabilità il contribuente deve, in pratica, definire autonomamente se il livello di tassazione nominale estero è inferiore al 50% di quello italiano, in quanto non è più considerata la formale inclusione del Paese nella “black list”.

Nella Circolare 35/E si ribadisce peraltro come vengano esclusi di default dalla nozione di regimi fiscali privilegiati gli Stati dell’Ue o dello Spazio Economico Europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni; esclusione che è stata estesa in via interpretativa anche all’esercizio 2015.

 

Con il documento di prassi del 4 agosto viene adeguata inoltre, sempre in via interpretativa, la dimostrazione dell’esimente di cui al comma 5, lettera b), dell’art. 167 del TUIR. Superando i chiarimenti della vecchia Circolare 51/E/2010, l’Agenzia può affermare che “la mancanza di intenti o effetti elusivi, alla base dell’investimento all’estero, si considera dimostrata qualora il contribuente provi che il carico fiscale estero è almeno pari al 50 per cento della tassazione nominale italiana o della tassazione effettiva che la controllata avrebbe scontato laddove fosse stata residente in Italia”.

 

La Circolare passa poi in rassegna l’istituto dell’interpello, oggetto recentemente, come noto, di importanti modifiche per effetto delle disposizioni del D.Lgs. n. 156/2015, che lo ha reso facoltativo. Essendo venuto meno l’obbligo di presentazione dell’istanza di interpello ai fini della disapplicazione della “Cfc rule”, vige un nuovo obbligo a carico del socio controllante, che dovrà segnalare, in Unico (quadro FC) le proprie partecipazioni Cfc nei casi in cui non abbia richiesto la disapplicazione della disciplina in esame o, anche avendolo fatto, abbia ricevuto parere negativo dall’Amministrazione fiscale.

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