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Cartella con notifica PEC: valida anche senza necessità della relata di notifica

 

La cartella di pagamento notificata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite PEC è valida. Lo conferma la Corte di Cassazione con l’ordinanza depositata il 28 novembre 2017, n. 28399. La Corte ha accolto il ricorso depositato dal Fisco, in merito ad una vicenda che aveva come protagonista un contribuente al quale era stata recapitata una cartella di pagamento con sanzioni amministrative.

 

Secondo i Giudici di legittimità, il Tribunale si era espresso con una pronuncia che contrastava con la giurisprudenza di legittimità. La Corte ha affermato che è consentito l’invio dell’atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento (oggi, anche la PEC, posta elettronica certificata) da parte dell’agente della riscossione. «Si è specificato – hanno asserito i Giudici – che in tal caso la notifica si perfeziona con la ricezione da parte del destinatario, alla data risultante dall’avviso di ricevimento, senza necessità di redigere un'apposita relata di notifica».

 

L’accertamento della coincidenza tra la persona cui la cartella è destinata e quella cui è consegnata, è di sola ed esclusiva competenza dell’ufficiale postale, che vi provvede con un atto (l’avviso di ricevimento della raccomandata) assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 c.c., avendo natura di atto pubblico. Pertanto, la Cassazione ha accolto il ricorso depositato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione e ha inviato nuovamente la causa al tribunale, in persona di diverso magistrato.

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