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In calo le “posizioni calcolabili” relative agli studi di settore

 

Da circa 3 milioni e 600 mila scendono a quota 3 milioni 290 mila le “posizioni calcolabili” relative agli studi di settore. Così emerge dalle statistiche relative agli studi, aggiornate al periodo d’imposta 2016, pubblicate ieri dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet al fine di “incentivare il dialogo con i contribuenti soggetti agli studi” come voluto dalla Legge di Stabilità 2015.

 

Stando ai dati pubblicati, i ricavi e compensi dichiarati passano da circa 771,5 miliardi del 2015 a poco meno di 750 miliardi del 2016. In media si dichiara 227.683 euro, mentre nel 2015 la cifra era ferma a 214.330 euro. Le posizioni congrue del 2016 sono pari al 64% (2.105.257, con ricavi/compensi dichiarati pari a 558.442.740.395 euro), le non congrue al 36% (1.184.393, con ricavi/compensi dichiarati pari a 190.555.947.123 euro).

Per consultare tali dati sugli studi di settore basta collegarsi al sito delle Entrate e seguire il percorso: Cosa devi fare > Dichiarazioni > Studi di settore - parametri e indici sintetici di affidabilità > Studi di settore > Statistiche e analisi. Qui è possibile visualizzare online i dati relativi a tutti gli studi di settore a partire dal periodo d’imposta 2011, quelli aggregati relativi agli operatori facenti parte delle categorie corrispondenti ai servizi, manifatture, professionisti e commercio, oppure le informazioni statistiche su uno qualunque dei vari studi presenti nel database delle Entrate.

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