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Audizione di Rossella Orlandi al Senato: semplificare gli adempimenti e facilitare il dialogo diretto

Il quadro complessivo degli interventi attuativi della legge Delega fiscale, sia riguardo a quelli approvati, sia a quelli per cui è tuttora in corso l’iter di approvazione, presentano misure destinate a incidere significativamente su un tema di grande rilevanza, qual la prospettiva di cambiamento del sistema tributario e del rapporto tra fisco e contribuenti.

Da queste premesse Rossella Orlandi ha elencato ieri i punti maggiori di incidenza degli atti di governo 181, 184 e 185, approvati dal CdM il 26 giugno scorso: i provvedimenti si inseriscono in un quadro volto alla realizzazione di un Fisco – a detta dell’Agenzia delle Entrate – più equo, più moderno e trasparente nelle modalità di interlocuzione.

 

Riorganizzazione delle agenzie fiscali

Il d.lgs prevede, tra le direttrici di intervento, la revisione del sistema di incentivazione del personale, l’ulteriore riduzione dell’organico dirigenziale di prima e seconda fascia e nuovi concorsi per dirigenti da concludersi entro il 31 dicembre 2016.

Lo schema, a detta del Direttore, conferma la validità del modello “agenzie” e prevede un riassetto organizzativo” coerente con le misure già adottate e programmate dalle Entrate”.

 

Ingresso dei dirigenti

Dalle parole della Dott.ssa Orlandi appare “necessario procedere senza esitazione a bandire un concorso per il reclutamento dei dirigenti nel più breve tempo possibile”, così da garantire “la piena operatività della macchina fiscale” e di un’organizzazione nel tempo privata di buona parte della catena di comando.

Per quanto riguarda, invece, il concorso per dirigenti, il direttore propone di anticipare i tempi e di indire al più presto una selezione che ripristini la funzionalità degli uffici. Parimenti potrebbe rivelarsi vantaggioso, in termini di spesa ed efficienza, incrementare le posizioni organizzative non dirigenziali nei limiti del numero di quelle dirigenziali soppresse.

 

Tax compliance efficace grazie al nuovo interpello

Rispetto all’atto governo 184, le principali novità del decreto si muovono verso esigenze di omogeneità, semplificazione (anche procedurale) e tempestività che si concretizzano nel riconoscimento nello Statuto dei diritti del contribuente della facoltà di interpello in tutte le sue forme, nell’individuazione di regole procedurali e garanzie uniformi e riduzione dei tempi di lavorazione, nell’impegno dell’amministrazione a dare sempre maggiore pubblicità alle risposte fornite.

La ratio che traspare è il ripensamento dell’istituto in chiave di razionalizzazione e modernizzazione con l’obiettivo, nel rispetto delle sue prerogative intrinsecamente partecipative, di restituire all’interpello la funzione di strumento di dialogo privilegiato e qualificato del contribuente con l’amministrazione.

 

Riscossione

Positivi i cambiamenti in tema di riscossione, che prevedono un sistema uniforme e più razionale di rateizzazione dei debiti tributari emersi, margini di “tollerabilità” per i piccoli ritardi e più attenzione alle obiettive situazioni di difficoltà economica dei contribuenti, interventi che incoraggiano maggiormente all’adempimento spontaneo del pagamento dei tributi.

Attenzione però, come osservato da Rossella Orlandi, alla revisione del sistema degli oneri di funzionamento del servizio nazionale: se da un lato le maglie della riscossione si dimostrano più larghe con i contribuenti in mora, dall’altro potrebbero creare criticità per i bilanci delle società di riscossione. Da qui la possibile valutazione di misure compensative a favore di quest’ultime. Appare, infine, opportuno - anche per ridurre i rischi di contenzioso - disciplinare l’entrata in vigore dei nuovi oneri a carico del contribuente, da commisurarsi agli incassi relativi a ruoli consegnati agli agenti della riscossione a partire dal 1° gennaio 2016.

 

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