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Accertamento valido anche se il fornitore estero impone i prezzi alla società italiana

 

Anche se i prospetti delle operazioni di conto attestano che la merce venduta è monomarca, ciò non revoca la legittimità dell’accertamento tramite studi di settore. È la posizione della Cassazione con la sentenza del 10 novembre 2017 n. 26655.

 

La Sezione tributaria ha respinto il ricorso di una S.r.l., che impugnava la sentenza della CTR con la quale i giudici del merito avevano ritenuto legittimo l’accertamento dell’Ufficio che rettificava il reddito imponibile a fini IRPEF, IRAP ed IVA per l’anno di imposta 2004. La ricorrente osservava che nell’anno in esame la merce era pervenuta unicamente da un fornitore tedesco il quale imponeva prezzi massimi di vendita al dettaglio: ciò era evidente attraverso la produzione di mastrini, che mostravano in modo inequivocabile il rapporto con il fornitore.

 

Ciò tuttavia non è stato sufficiente a far mutare l’idea dei giudici, neanche in sede di legittimità. Il carattere monomarca della merce venduta, infatti, non vale sui presunti vincoli che il fornitore avrebbe posto sul prezzo di vendita. Non poteva dunque essere sufficiente a confutare il ragionamento dell’amministrazione il richiamo a circostanza specifiche o elementi quali il legame ad un unico fornitore, con prezzi imposti: si trattava di un’affermazione priva di pregio, sorta da un’erronea lettura delle norme, in quanto al contribuente era chiesto di allegare e provare la sussistenza di circostanze di fatto tali da allontanare la sua attività dal modello normale.

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