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Riscossione dell'IVA dalla controparte commerciale quale presupposto per la configurazione del reato di omesso versamento

Sommario

Premessa | La giurisprudenza di legittimità sull'elemento soggettivo del reato di cui all'art. 10-ter D.Lgs. n. 74/2000 | Il dolo generico e la causa di non punibilità | In conclusione |

 

La giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che la mancata riscossione dell'IVA dalla controparte commerciale rappresenti un presupposto necessario della volontà in capo al soggetto obbligato di non effettuare nei termini il versamento dovuto, escludendone la colpevolezza in caso di omesso versamento ex art. 10-ter D.Lgs. n. 74/2000. Tuttavia la recentissima sentenza della Suprema Corte (Cass. pen. Sez. III, 13 agosto 2018, n. 38595) ha indirettamente escluso tale principio indicando i confini entro i quali risulta applicabile la causa di non punibilità della forza maggiore. L'articolo propone, pertanto, un'analisi dell'elemento soggettivo e della sua sussistenza, anche alla luce della recente pronuncia e pone alcune considerazioni conclusive sulla natura appropriativa del reato in questione.

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