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Prove atipiche anche dal computer sequestrato al professionista

Sommario

La vicenda | Prove atipiche ammissibili | Le conclusioni |

 

È legittimo l'accertamento fondato sulla c.d. lista "Pessina", poiché è improbabile che il nome dei contribuenti sia accidentalmente finito nel computer dell'avvocato elvetico. L'esistenza di un conto corrente in un Paese con il quale l'Italia non ha scambio di informazioni fiscali non costringe il Fisco italiano a verificare in loco le disponibilità estere, in quanto non è possibile un riscontro collaborativo. Lo ha precisato la Cassazione con la sentenza n. 17183 del 26 agosto scorso.

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