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La residenza fiscale tra voluntary disclosure e recente giurisprudenza

20 Maggio 2015 | , Fiscalità internazionale

Sommario

Inquadramento | Il concetto di residenza civile | Residenza fiscale | Il trasferimento della residenza all’estero | Il requisito temporale ai fini fiscali | Trasferimento all'estero per lavoro | La nozione di “affari ed interessi” | Trasferimento della residenza in un “paradiso fiscale” | Residenza in “paradisi fiscali” – Onere della prova | Elementi di prova per il superamento della presunzione normativa | La sentenza 6501 del 2015 della Corte di Cassazione | In conclusione | Riferimenti |

 

Il sistema fiscale vigente, improntato sul principio della “worldwide taxation”, prevede che i residenti siano tassati in Italia per i redditi prodotti in Italia e per quelli prodotti all’estero. I non residenti, invece, sono tassati in Italia solo per i redditi prodotti nel territorio del nostro Stato. La voluntary disclosure introdotta dalla Legge n. 186/2014 prevede la possibilità di far emergere redditi non dichiarati nel passato con sanzioni relativamente ridotte per le mancanze commesse nei periodi di residenza in Italia. Alla luce di tali valutazioni pare opportuno un punto sul concetto di residenza fiscale.

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