Focus

La problematica norma "interpretativa" in materia di regime fiscale delle indennità di trasferta e di trasfertismo

Sommario

Il regime fiscale dei rimborsi e delle indennità di trasferta | Il “trasfertismo” ed il regime fiscale e contributivo della relativa indennità | La necessità di delimitare i rispettivi ambiti applicativi delle due discipline | La pretesa rilevanza dell'indicazione formale della sede di lavoro | La pretesa rilevanza del carattere continuativo dell'erogazione dell'indennità | L'opportunità di un intervento normativo e la norma “interpretativa” del 2016 | Natura innovativa della norma del 2016 e problematiche di efficacia intertemporale | I limiti di carattere sostanziale della novella | Riferimenti bibliografici |

 

Il regime fiscale (e contributivo, attesa l'armonizzazione della base imponibile contributiva e di quella fiscale attuata con l'art. 6 del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314) delle indennità corrisposte in caso di trasferta si inserisce nel sistema di imposizione dei redditi di lavoro dipendente, caratterizzato, come noto, dai principi di onnicomprensività e di irrilevanza delle spese di produzione del reddito (salva la detraibilità di un importo forfetario determinato ai sensi dell'art. 13 TUIR). Da ciò discende che gli eventuali rimborsi, indennità o proventi in genere comunque diretti a compensare il lavoratore dei costi connessi al normale svolgimento della propria attività lavorativa costituiscono per il percettore proventi imponibili, mentre esulano dalla nozione di reddito di lavoro dipendente soltanto le somme corrisposte al lavoratore a titolo di reintegrazione patrimoniale per spese da questi anticipate per conto e nell'esclusivo interesse del datore di lavoro.

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