Focus

Il voto dell'Agenzia sfavorevole nell'adunanza dei creditori non è impugnabile

Sommario

La non obbligatorietà della transazione fiscale | Natura della transazione fiscale | Gli atti impugnabili | La non impugnabilità del voto |

 

Nonostante la giurisprudenza abbia ampliato il perimetro degli atti censurabili dinanzi al giudice tributario, si ritiene che il voto espresso dai funzionari dell'Agenzia delle entrate nella seduta dei creditori non risponda ad alcuno dei presupposti richiesti. Invero, una diversa interpretazione porterebbe, innanzitutto, a determinare una discriminazione della valenza giuridica dei voti espressi dai creditori accordando una posizione di privilegio all'Amministrazione che il quadro giuridico di riferimento non prevede e non consente. Il voto, invero, non è funzionalmente diretto a definire l'entità della pretesa, corrispondente alla capacità contributiva collegata al presupposto di fatto del tributo, ma costituisce espressione di valutazioni tecnico-discrezionali dell'Amministrazione finanziaria nell'ambito della procedura concordataria.

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