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La Bussola LA BUSSOLA

Stabile organizzazione

05 Giugno 2020 | di Gianluca Natalucci

In un contesto dove le imprese sono sempre più coinvolte in un processo d’integrazione internazionale, la nozione di stabile organizzazione è utilizzata, ormai universalmente, per individuare il “presupposto soggettivo sufficiente e necessario per l’imposizione di un’attività economica svolta nel territorio di uno Stato da un soggetto residente in altro Stato”, così definendo la sottile linea di demarcazione tra l’operare “con” uno Stato estero e l’operare “in” uno Stato estero. La nozione di stabile organizzazione assume, quindi, rilevanza essenziale sia per le imprese estere operanti in Italia che per quelle italiane che operano all'estero. In ambito tributario è l’art. 162 a darne la definizione, mentre per la determinazione del reddito della stabile organizzazione occorre far riferimento agli articoli 151, 152 e 153 sempre del TUIR. Il Decreto Legislativo sulla crescita e l’internaziolizzazione delle imprese (D.Lgs. 147/2015) ha modificato numerosi aspetti concernenti la determinazione del reddito d’impresa, con particolare riferimento ai rapporti internazionali. Il decreto ha introdotto la possibilità per il soggetto residente di optare per la branch exemption per tutte le stabili organizzazioni estere. In termini pratici, in deroga al principio di tassazione su base mondiale, l’impresa italiana potrà decidere di non far concorrere alla determinazione del proprio reddito imponibile gli utili e le perdite prodotte dalla stabile organizzazione estera. L’altra modifica riguarda la determinazione del reddito per le stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti; in particolare, è previsto, conformemente ai dettami dell’Ocse, che i rapporti tra casa madre e branch rispettino il valore normale, così da evitare allocazione arbitraria del reddito imponibile tra i due soggetti, evitando in tal modo la tassazione più elevata.

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Focus Focus

Il COVID-19 non “infetta” le condizioni di esistenza della stabile organizzazione

05 Giugno 2020 | di Lorenzo Savastano

Stabile organizzazione

Il 3 aprile 2020 il Segretariato dell’OCSE ha emanato una guidance rivolta alle Amministrazioni fiscali degli Stati dell’organizzazione in cui prende posizione su temi ed istituti di fiscalità internazionale ricorrenti nella prassi accertativa. In particolare, i requisiti di sussistenza di una stabile organizzazione – a parere dell’organismo internazionale – parrebbero “immuni al contagio” sia in riferimento all’adozione di modelli di smartworking da parte delle società con lavoratori transfrontalieri, sia all’integrazione di una agency PE nello Stato della fonte dove sono intervenute limitazioni agli spostamenti. Decisamente differente, tuttavia, è l’impatto per i cantieri inclusi nella construction clause, per i quali il prolungarsi dei lavori a causa della diffusione del virus, potrà essere computato nello stringente duration test previsto dal Modello di Convenzione e (soprattutto) dal terzo comma dell’art. 162 del TUIR.

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Casi e sentenze di merito Casi e sentenze di merito

“Tremonti ambientale”: credito di imposta salvo con la dichiarazione integrativa

04 Giugno 2020 | di La Redazione

CTR Piemonte, Torino

Dichiarazione infedele

Nella situazione di oggettiva incertezza normativa sulla possibilità di cumulare i benefici della legge c.d. "Tremonti Ambiente", con i compensi incentivanti gestiti dal GSE, incertezza venuta meno solo con un intervento Ministeriale del 2012, il contribuente ...

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Dichiarazione infedele

04 Giugno 2020 | di Pierpaolo Ceroli

La dichiarazione infedele è un reato tributario in materia di imposte sui redditi ed IVA previsto dall’art. 4, D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, recentemente revisionato dal D.Lgs. n. 158/2015, attuativo della Delega fiscale. Rubricato al Titolo II (D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74) in materia di delitti, si sostanzia nella punibilità con la reclusione da uno a tre anni del soggetto che ha presentato con dolo specifico la dichiarazione dei redditi o IVA al fine di ottenere il pagamento di minori imposte o il conseguimento di rimborsi o crediti superiori al dovuto.

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Riscossione coattiva

04 Giugno 2020 | di Pierpaolo Ceroli, Paola Bonsignore

La riscossione coattiva, disciplinata dagli artt. 45 e ss. del D.P.R. 29 Settembre 1973 n. 602 e successive modifiche, è quel procedimento attraverso il quale l’Amministrazione Finanziaria esige dal contribuente, per il tramite dell’Agente di Riscossione (ad es. Equitalia), il pagamento di un tributo al quale quest’ultimo non ha provveduto spontaneamente.Tale procedimento, può prendere avvio da:Accertamento esecutivo su Irpef, Ires, Irap, Iva (art. 29 D.L. 78/2010);Iscrizione a ruolo e notifica al contribuente della cartella di pagamento.L’agente di riscossione recupererà le somme dovute attraverso:Il pignoramento dei beni mobili o immobili, anche presso terzi, che saranno successivamente venduti;L’espropriazione dei crediti;Il pignoramento dello stipendio. Il debitore, i coniugi, i parenti entro il terzo grado o i terzi interessati, che vantano un diritto sui beni oggetto di riscossione, possono proporre opposizione davanti:Alla Commissione tributaria nel caso di ipoteca sugli immobili o fermo amministrativo, sempre che la riscossione sia legata a tributi di sua competenza (ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 546/1992); Al giudice ordinario in tutti gli altri casi.

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Focus Focus

Accertamento e riscossione dei tributi in epoca di emergenza sanitaria da COVID-19

04 Giugno 2020 | di Roberto Succio

Riscossione coattiva

A seguito della pandemia dovuta alla diffusione del virus COVID-19, il legislatore tributario è ripetutamente intervenuto con molteplici provvedimenti omnibus, diretti a fronteggiare i problemi posti dall'emergenza in ogni settore dell'ordinamento; essi contengono svariate previsioni tributarie, anche in tema di disciplina della funzione di riscossione ed accertamento dei tributi e dei prelievi comunque dovuti dai contribuenti. Per vero, il sistema conosceva già una disposizione della quale poteva farsi applicazione con un semplice rimando da parte del legislatore dell'emergenza.

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Accertamento da studi di settore: la Cassazione conferma nuovamente la teoria degli atti antieconomici

03 Giugno 2020 | di Jacopo Lorenzi

Cass. civ.,

Accertamento da studi di settore

La mancata remunerazione del capitale investito da parte di una società commerciale è una condotta antieconomica che, se non razionalmente giustificata da parte del contribuente, legittima l'accertamento in base agli studi di settore.

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Accertamento da studi di settore

03 Giugno 2020 | di Pierpaolo Ceroli, Paola Bonsignore

L’accertamento con studi di settore è una forma di accertamento presuntivo che trae origine dal combinato disposto degli artt. 62-sexies D.L. n. 331/1993 e 10 L. n. 146/1998, i quali riconoscono all’Amministrazione finanziaria la possibilità di fondare un accertamento su gravi incongruenze tra quanto dichiarato dal contribuente e quanto dovrebbe essere dichiarato tenendo conto delle condizioni e delle caratteristiche dell’attività svolta. Gli studi di settore sono degli strumenti elaborati dal M.E.F. e modificati periodicamente, che coinvolgono tutti i contribuenti (imprenditori individuali e/o società) di piccole e/o medie dimensioni (con un volume d’affari uguale o inferiore a 7.500.000 €). L’accertamento fondato sugli studi di settore può essere articolato in diverse fasi: 1. elaborazione ed approvazione degli studi di settore; compilazione degli studi di settore in fase di dichiarazione; 3. contraddittorio, nel quale l’Agenzia convoca il contribuente non congruo (e che non si è adeguato), invitandolo ad esporre e documentare i fatti e le circostanze che giustifichino lo scostamento; 4. emissione dell’avviso di accertamento, nel caso di mancato accordo in sede di contraddittorio, nel quale saranno indicati i maggiori ricavi, le maggiori imposte e le sanzioni. La fase del contraddittorio è molto importante in quanto permette all’Agenzia non solo di poter concludere una controversia senza ricorrere alle Commissioni Tributarie ma, nel caso, di ottenere elementi utili in fase di contenzioso, per giustificare la propria pretesa che, se fondata esclusivamente sullo scostamento dagli studi, risulterebbe basata solo su presunzioni semplici, non gravi precisi e concordanti e, quindi, illegittimo. A partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, gli studi di settore vengono sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), i quali assegneranno un grado di affidabilità fiscale ai contribuenti interessati dalla novità.

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Casi e sentenze di merito Casi e sentenze di merito

Cartella di pagamento a seguito di controllo cartolare: motivazione con rinvio alla dichiarazione

01 Giugno 2020 | di La Redazione

CTP Modena

Anagrafe tributaria

Nel caso di cartella di pagamento derivante da liquidazione dell'imposta in base ai dati contenuti nella dichiarazione o rinvenibili negli archivi dell'Anagrafe tributaria...

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Ricostruzione induttiva del reddito imponibile

28 Maggio 2020 | di Giuseppe Durante

Cass. Civ., 16 marzo 2020, n. 7290

Accertamento induttivo

In caso di ricostruzione induttiva del reddito è ammesso il calcolo della percentuale di ricarico stabilita dall'esercente prendendo in considerazione solo un campione significativo di merci attraverso cui l'Ufficio può applicare la media semplice e non quella ponderata. Inoltre, l'inattendibilità complessiva delle scritture contabile determinata da omissione, falsità, incertezza nella loro tenuta legittima l'ufficio impositore all'accertamento induttivo del reddito imponibile fondato su presunzioni anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

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